Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/398

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Silvio. Suo danno: doveva vivere secondo il suo stato. Ti ricordi quando quel presontuoso volea gareggiar meco nello spendere intomo alla signora Clarice?

Brighella. Me lo ricordo seguro (•). Silvio Che pazzo! Si dava aria da gran signore; ecco il fine a cui si doveva condurre.

Brighella. Cossa vorla far? E pezo per elo: ma intanto, sco- dendo dove che V ha da aver, el se poi in qualche conto aiutar. La ghe salda sto contarello.

Silvio. Non gli darei un tozzo di pane, se lo vedessi morir di fame. Ho troppa ira contro questa sorta di gente. Vogliono spacciarla da cavalieri. E poi? E poi falliscono.

Brighella. Poverazzo! l’ ha dei crediti assae (2).

Silvio. Tanto peggio. So che per farsi delle aderenze, per la va- nità di essere trattato da pari miei, esibiva a tutti le sue robe a credito. Suo danno; mille volte suo danno.

Brighella. Ma, caro lustrissimo (3) signor padron, la me permetta che parla, non (4) in favor de Pantalon, ma pel decoro de Vus- sustrissima. Adesso se pubblicherà tutti i debiti e tutti i cre- diti de sto mercante, e no me par ben fatto che se veda che queir abito, che la gh’ ha intorno...

Silvio. Non più: questo modo di parlare degenera in petulanza. Si sa chi sono. Ecco il conto ch’io faccio di questa carta. (la straccia) L’onor della mia protezione paga bastantemente una partita di un bottegaio. (parte)

SCENA II.

Brighella, poi Truffaldino.

Brighella. Me despiase che coli’ onor della so protezion el paga anca el me salario; ma mi me darò Y onor de piantarlo.

Truffaldino. Oh paesan, ho ben gusto d’averte trova.

Brighella. Com’eia, Truffaldin? come va i negozi del to principal? ( I ) Così Zatta ecc.; Paperini: sicuro, e Savioli: siguro. (2) Così Savioli e Zatta ecc.; Paper.: aaaai. (3) Co»ì Savioli ecc.; Paper.: illustrissimo. (4) Savioli, Zatla ecc.: no.