Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/417

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Dottore. Salutateli con cortesia. Parlate con essi loro delle no- vità, delle guerre, e non parlate mai d interessi.

Pantalone. E se lori me intrasse in sto articolo?

Dottore. Dite che parlino col vostro Procuratore.

Pantalone. E se qualcun me rompesse el muso?

Dottore. Tanto meglio per voi; con quello avreste saldato il conto.

Pantalone. Basta, mi varderò de schivar sta bona fortuna. Ve raccomando de farme aver presto el salvocondotto, perchè me preme de camminar.

Dottore. Camminerete liberamente. Ma badate non abusarvi del bene che vi si procura. Sopra tutto ricordatevi di star lontano dalle donne.

Pantalone. Donne mi no ghe n’ ho mai pratica.

Dottore. So tutto, e potrei su tal proposito mortificarvi, ma non voglio farlo, per non accrescervi dispiaceri. Ho una lettera assai curiosa per disingannarvi.

Pantalone. Una lettera? Lassemela veder.

Dottore. La leggeremo poi questa sera con comodo, con riflesso. Per ora è meglio badare a sollecitar quel che preme.

Pantalone. Sì, caro amigo, andè, fé presto, me raccomando alla vostra bontà.

Dottore. Forti nel proposito.

Pantalone. No gh’ è pericolo.

Dottore. Mai più giuoco.

Pantalone. Mai più.

Dottore. Mai più donne.

Pantalone. Mai più.

Dottore. Bravo! Così mi piace. Sincerità, costanza ed onoratezza. (parte)

SCENA XIV.

Pantalone 50/0.

El gh’ ha una lettera? De chi mai? Una lettera per disingan- narme? De siora Clarice no crederà ve; so che la me voi ben, son seguro che V averà sentio con dolor le mie desgrazie, che