Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/510

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Momolo. Recordeve, che ve veggio ben.

Rosaura. Cussi presto v’ave innamorao (a)?

Momolo. Vu sa ve far sta sorte de bravure.

Rosaura. Ma pò andereu al maga (b)? Portereu el stilo? Zio- ghereu alla bella (e)? Andereu a trovar le siorette? Tirereu el toro (t/)? Me maltrattereu? Me strappazzereu? Maledireu el zorno che m’ave sposao? (caricata)

Momolo. Via, via, siora, no burle tanto. No son capace de nissuna de ste cosse. Son un putto da ben.

Rosaura. Putto (e)? No bestemmie, caro vecchio.

Momolo. Orsù, cossa resol verno (1)?

Rosaura. Oh, sentite che la padrona mi chiama. Andate, andate, ci rivedremo questa sera.

Momolo. Sì, muso bello, si, muso inzucarao (2). (parte)

Rosaura. Povero minchione (3)! Sarei una pcizza a credere a questa banderuola: giovine, scolare, e veneziano: figuratevi che buona pezza (4)! Orsù, voglio andarmi a riposare: mi pare questa mattina aver fatta bene la mia parte (5). Oh davvero, le donne la sanno più lunga degli uomini, e a tal proposito disse bene quel Poeta: La donna ha 1’intelletto sopraffino. Ma r uomo accorto non la fa studiare. Se la donna studiasse, 1’uom meschino Con la conocchia si vedria filare; E se la donna il suo intelletto adopra, L’uomo starà di sotto, ella di sopra. Fine dell’Atto Primo.

(a) Innamorao, innamorato, maniera della gente bassa, che per altro piit civilmente dicesi: innamora, (b) Maga, burlescamente, cioè, Bettola, che in Veneziano dicesi comunemente: Magazzino, (e) Alla bella, per metafora, alla bassetta. (d) Tirereu el toro, solito divertimento dei giovanotti allegri, tirar il toro. (e) Putto, giovemetto, ma spiega per lo più anche casto. (1) Bcttin.: risoloemio? (2) Bettin. aggiunge: che prego el cielo de deOentar un pu- leie(a) per vegnirte a bisegar (b) per lutto, (a) pulae, pulce, (i) bisegar, frugare. (3) Bet- rioelli: Povero sporco, per dirla alla veneziana. (4) Bettin.: lana. (5) Bettin. e Paper, aggiungono: ed esser riuscita una donna di garbo.