Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/512

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Beatrice. Vi piace la mia cameriera?

Lelio. Senza pregiudizio del vostro merito, senza confronto alla vostra condizione, non mi dispiace.

Beatrice. Volete che io la faccia venire?

Lelio. Il volere a me non compete.

Beatrice. Ma se verrà, la vedrete voi volentieri?

Lelio. Perchè no?

Beatrice. Eh, voi siete un cavaliere facile (’). Tutto v’aggrada (2), non è cosi?

Lelio. Oh, sino ad un certo segno. Peraltro poi, la nobiltà de’ miei pensieri prende solo di mira la sublimità di merito peregrino, ne sa il sagrifìcante e sagrifìcato mio cuore porger incensi e adorazioni a un idolo di vii metallo composto.

Beatrice. Credo che sagrifìcareste anche a un idolo di creta e di fango, purché avesse la figura di donna.

Lelio. V ingannate, signora; io fo più conto della purità del mio affetto, che della illustre prosapia de’ miei grandi avi.

Beatrice. Poter del mondo! questa è una gran parità.

Lelio. Voi che sapete 1’antica nobiltà del mio casato, giudicate da ciò con quanta delicatezza misuri le fiamme dell’amor mio.

Beatrice. Quand’ è così, non potrà accendervi che un’eroina.

Lelio. Ed un’eroina m’accese.

Beatrice. Chi è (3) codesta?

Lelio. Eccola. Voi siete quella.

Beatrice. Io? (4) quale eroica azione ho io fatta?

Lelio. Avete saputo soggiogar il mio cuore.

Beatrice. Oh grande, oh bella impresa che ho fatta! non mi credea capace di tanto.

Lelio. E pure ella è così. Il cuor di Lelio, che riguardò sinora tutti gli oggetti terreni, come indegni delle sue adorazioni, trovò in voi r epilogo della bellezza e della virtù; trovò in voi il magnetico incanto, che s’impossessò del mio arbitrio (5). (1) Beltin. e Paper.: di buono stomaco. (2) Bettin.: Vi degnate di tutto. (3) Bettin.: Chi mai e; Paper.: Chi e mai. (4) Bettin. e Paper, aggiungono: Mi beffate. (5) Bettin. e Pap)er. hanno invece: che pose fra due lacci il suo arbitrio.