Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/629

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IL SERVITORE DI DUE PADRONI 571


a riflettere; e non avete pensato all’affronto che si faceva alla nostra casa.

Pantalone. No se poi dir affronto, quando con un altro contratto . . .

Dottore. So che cosa volete dire. Pareva a prima vista che la promessa col Torinese fosse indissolubile, perchè stipulata per via di contratto. Ma quello era un contratto seguito fra voi e lui; e il nostro è confermato dalla fanciulla.

Pantalone. Xe vero; ma . . .

Dottore. E sapete bene che in materia di matrimoni: Consensus et non concubitus facit virum.

Pantalone. Mi no so de latin; ma ve digo . . .

Dottore. E le ragazze non bisogna sacrificarle.

Pantalone. Aveu altro da dir?

Dottore. Per me ho detto.

Pantalone. Aveu fenio.

Dottore. Ho finito.

Pantalone. Possio parlar?

Dottore. Parlate.

Pantalone. Sior Dottor caro, con tutta la vostra dottrina . . .

Dottore. Circa alla dote ci aggiusteremo. Poco più, poco meno, non guarderò.

Pantalone. Semo da capo. Voleu lassarme parlar?

Dottore. Parlate.

Pantalone. Ve digo che la vostra dottrina xe bella e bona; ma in sto caso no la conclude1.

Dottore. E voi comporterete che segua un tal matrimonio?

Pantalone. Per mi giera impegnà, che no me podeva cavar. Mia fìa xe contenta; che difficoltà possio2 aver? Vegniva a posta a cercar de vu o de sior Silvio, per dirve sta cossa. La me despiase assae, ma non ghe vedo remedio.


  1. Segue nelle edd. Paperini, Bettinelli, Savioli ecc.: «Sior Federigo el xe dessù in camera co mia fia, e se vu savè tutte le regole dei posalizj, credo che a questo no ghe manca gnente. Dott. Come! è fatto ogni cosa? Pant. Tutto. Dott. L’amico è in camera? Pant. Ghe l’ho lassà za un poco. Dott. E la signora Clarice lo ha sposato così su due piedi, senza una minima difficoltà? Pant. No saveu come che le xe le donne? le se volta come le bandiere. Dott. E voi comporterete ecc.».
  2. Paperini: poss’io.