Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/229

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Alonso. Ma signora...

Claudia. Non voglio ascoltarvi.

Alonso. Vi supplico a...(i)

SCENA X.

Don Flaminio e detti.

Flaminio. Che è questo strepito? Perchè questi clamori (2)?

Virginia. Vostra moglie ha mortificato il povero don Alonso.

Flaminio. Mia moglie è bizzarra davvero. Non la conoscete ancora? Oh, la conoscerete, e allora compatirete me, se do in qualche impazienza.

Alonso. Amico, io non ho mancato a veruno de’ miei doveri.

Flaminio. Ma perchè siete andati in collera?

Virginia. Lo dirò io. Don Alonso si è posto a difendere donna

Eleonora. Vuol negare che don Rodrigo sia il di lei servente, o per dir meglio, il di lei benefattore. Noi che sappiamo la cosa com’ è, diciamo diversamente, ed egli (3) si ostina e ci dà gentilmente delle mentite.

Flaminio. Oh, don Alonso, compatitemi, l’intendete male. In faccia delle donne, mai per vostra regola non si dice bene di un’altra donna. E poi, non sapete voi che il contradire ad una donna è lo stesso che voler navigare contr’acqua e contro il vento?

Alonso. Lo so benissimo, ma credetemi, io non posso sentire a pregiudicare la riputazione d’una dama onorata.

Flaminio. E che? Pregiudicano forse la sua riputazione a dire che don Rodrigo la serve? Io servo donna Virgima, voi favonte mia moglie, e per questo che male e’ è?

Alonso. Tutto va bene, ma dicono che don Rodrigo le dà da vivere, le paga la cameriera, la pigion di casa e cose simili.

Flaminio. Caro amico, e chi gliel’ha da pagare? Siete pur buono ancor voi. I beni di suo manto sono tutti confiscati; ella non ha un soldo di dote. Parliamoci chiaro, d’aria non si vive. (1) Belt., Pap. e Sav. aggiungono; ’ Claudia. Levatevi di qui ». (2) Bett. e Sav.: Cosa lono questi griJori? (3) Bett. e Sav.: e lui.