Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/255

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Colombina. Ghelho detto io, e gliel’averà detto il vostro viglietto ( I ).

Eleonora. Non so per qual ragione sia venuto in capo a donna Claudia e donna Virginia di volermi fare una visita. Le conosco; ci sarà il suo mistero.

Colombina. E stato picchiato.

Eleonora. Va a vedere chi è.

Colombina. Subito. (parie)

Eleonora. Il signor Anselmo è tanto gentile e cortese, che mi dovrebbe aver favorito, tanto più ch’io non l’ho mandato a pregare perchè mi doni, ma solamente aspetti qualche giorno il denaro.

SCENA Xlli.

Colombina e Toffolo con un bacile, sopra del quale due mazzi di candele, sei pani di zucchero, un vaso di tè, un cartoccio di caffè e quattro candellieri d’argento; e detta.

Colombina. Oh, è molto garbato il signor Anselmo! Guardi, signora padrona, guardi.

Eleonora. Che ha egli fatto? Gli hai tu dato il mio viglietto?

Colombina. Gliel’ho dato m coscienza mia.

Eleonora. Io l’ho pregato che mi mandasse mezza libbra di caffè, una libbra di zucchero, ed un poco di tè (2); ed egli perchè mi manda tutta questa gran roba?

Toffolo. Il signor Anselmo la riverisce, e dice che perdoni la confidenza. Le manda questo mazzo di candele, questo cartoccio di caffè d’ Alessandria vero, un vaso di tè e questi sei pani di zucchero, acciò se ne serva e goda il tutto per amor suo.

Colombina. Così ancora i ccmdellieri e la guantiera? (I) Cos segue nelle edd. Bett. e Sav,: « Eleon. Sarà mezz’ora di rtoUe. Col. E se >>iene Io conoersazìone, non vi è altro che quella mezza candela di sevo. Eleon. Pazienza; ognuno sa ch’io son povera. Col. E stato picchiato. Eleon. Prendi il lume. Col. E voi resterete all’oscuro? Eleon. Non importa. Col. Contenta voi, conlenta io. prende il lume e parte. Eleon. Il signor Anselmo e tanto gentile ecc. » (2) Bett. e Sav. aggiungono; e quattro candele di cera.