Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/256

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Toffolo. E i candellieri e la guantiera glieli manda, acciò se ne serva alla conversazione, e con suo comodo glieli renderà.

Eleonora. Ringraziatelo intanto per parte mia, che poi in voce farò le mie parti.

Toffolo. Quella giovcine, prendete. (a Colombina)

Colombina. Bene, bene, date qui. (pone il bacile sul tavolino)

Eleonora. Sono molto tenuta alle finezze del signor Anselmo (’).

Toffolo. Servitor umilissimo. (parte)

Eleonora. Presto, accomoda le candele su i candellieri.

Colombina. Eccomi lesta come un gatto. Picchiano. (Colombina accomoda le candele nei candellieri)

Eleonora. Sbrigati.

Colombina. Ora, che aspettino.

Eleonora. Non senti! Tornano a picchiare.

Colombina. Venga la rabbia a chi picchia. Vi anderò, quando averò finito.

Eleonora. Sei pur melensa.

Colombina. Ogni cosa vuole il suo tempo. Ecco ch’io vado (2).

Eleonora. Venisse almeno alla conversazione anco don Rodrigo; forse non verrà per non esser criticato. Ma no, sarebbe meglio che egli venisse. Tutti sanno ch’egli mi favorisce, e schivando di venire in conversazione, parrebbe ch’egli volesse occultar le sue visite.

SCENA XIV.

Don Flaminio, Colombina e detta.

Colombina. Illustrissima, il signor Cavaliere del Zero.

Flaminio. A voi m’inchino, signora.

Eleonora. Son vostra serva (3). (I) Così segue nelle edd. Bett. e Sav.: «- Colombina. Col. Signora. Eleon. (Vorrei tlargli qualche cosa di mancia), piano a Colombina. Col. (Non sarà mal fatto). Eleon. (Prendi questo testone). Col. Sì signora. (Quel giovane, la mia padrona ringrazia ancor voi. l^i darebbe la mancia, ma non ne ha), piano a Toffolo (Questo lo voglio per me), si mette la moDeta in tasca. Tof. Mi maraviglio. Servitore umilissimo, parie. Eleon. E restato contento? a Colombina. Col. Contentissimo. Eleon. Presto, accomoda le candele ecc. > (2) Betl. e Sav. aggiungono: prende un candelliere e parte. (3) Bett. e Sav. aggiungono: Colombina posa il lume e parte.