Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/285

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Alonso. Saran donna Claudia e donna Virginia con don Flaminio.

Eleonora. Eccole, sono desse.

SCENA XV.

Donna Virginia, Donna Claudia, Don Flaminio e detti.

Virginia. Serva, donna Eleonora.

Eleonora. Serva, donna Virginia.

Claudia. Serva, donna Eleonora.

Eleonora. Serva, donna Claudia.

Flaminio. Donna Eleonora, vi chiedo scusa anco alla presenza di don Rodrigo, mio buon amico, della favola che vi ho inventato, assicurandovi averlo unicamente fatto per motivo di rendervi nella conversazione più lieta.

Eleonora. Per me accetto in buon grado le vostre giustificazioni, e vi ringrazio di quest’atto della vostra bontà.

Rodrigo. Don Flaminio, vi protesto nel fatto di ieri sera non aver avuto intenzione d’offendervi, ed aver letta la lettera unicamente per disvelare una verità che non doveva tener celata, protestandomi d’essere vostro amico.

Claudia. Oh via, è fatta la pace. Sediamo un poco.

Colombina. (Porta da sedere, e tutti seggono.)

Virginia. E così, donna Eleonora, come ve la passate?

Eleonora. Benissimo, grazie al cielo.

Claudia. Vi è passato il dolor di cuore 0)?

Eleonora. Sì, mi è passato un poco.

Claudia. E che sì ch’io indovino chi ve lo ha fatto passare?

Eleonora. Via, dite.

Claudia. Don Rodrigo.

Rodrigo. (Ecco le lingue perfide!) (da sé)

Eleonora. Certo, don Rodrigo mi ha consolato, in grazia d’un ottimo consiglio da lui propostomi, e da me placidamente abbracciato. (I) Beli, e Sav.: il gran dolore del marito?