Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/437

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saria abbia prodotto questo testamento, che sta a favor mio. Se un mio ascendente ha fatto un (ìdeicommisso a mio favore, molto meno l’avversaria può pretendere nell’eredità di mio padre.

Alberto. Mo ghe dirò mi, per cossa che i l’ha prodotto. Loro i domanda i beni liberi; e una rason de domandarli xe fondada sulla miseria della fiola adottiva, oltre el fondamento della donazion. I disc: nu domandemo i beni liberi; per el fio legittimo e naturai ghe resta i (ìdeicommissi, ghe resta la dote materna. Se lu perde, noi se reduse a pessima condizion; se perde la donna, la resta senza gnente a sto mondo.

Florindo. Che dite voi sopra di questo obbietto?

Alberto. Questo xe un obbietto previsto, arguido dalle carte avversarie: se i me lo farà in causa, ghe responderò per le rime. A eia intanto ghe digo, che sotto sto cielo la pietà poi moltissimo, ma quando no se tratta del pregiudizio del terzo. Dai tribunali se profonde le grazie, ma la giustizia va sempre avanti della compassion. E quel difensor che se fida della disputa patetica e commiserante, noi poi sperar gnente, se no r è assistido dalla rason.

Florindo. e circa il merito della donazione, che ne dite?

Alberto. Quel che sempre gh’ho dito. La sarà taggiada senz’altro.

Florindo. Dunque voi sostenete che un uomo non possa donare il suo?

Alberto. Mi, la me perdona, no sostegno sta bestialità. L’omo poi donar, ma per donar a un terzo, noi poi privar i so (ìoi.)

Florindo. Quando ha donato, non aveva figliuoli.

Alberto. Giusto per questo, colla sopravvenienza dei fioli, se rende nulla la donazion.

Florindo. Dunque sempre più vi confermate nella sicurezza che abbiamo ragione.

Alberto. In quanto a mi, digo che della rason ghe ne avanza.

Florindo. Sentite: se guadagno la causa, ne avrò piacere, perchè SI tratta di ventimila ducati in circa; ma poi sarò anche contento per vedere umiliata quella superba di Rosaura, che pretendeva diventare contessa.