Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/488

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Arlecchino. Non è vero. Chi trova, trova.

Colombina. Noi facciamo tutte le cose della casa insieme, e anche (’) l’utile deve essere a metà.

Arlecchino. Non è vero che femo le cosse assieme, perchè mi dormo nel mio letto, e Colombina nel suo.

Colombina. Dica, signor Dottore, chi ha ragione?

Arlecchino. Quei zecchini no eli mii?

Dottore. Via, da buoni eimici, da buoni compagni: uno per uno.

Colombina. Senti? (ad Arlecchino)

Arlecchino. No ghe stago.

Colombina. L’ha detto un Dottore.

Arlecchino. L’ è un ignorante.

Dottore. Temerario!

SCENA XVI.

Il Conte Ottavio e detti.

Conte. Che cosa e’ è? Si grida?

Dottore. Quel temerario mi ha perduto il rispetto.

Colombina. Briccone! Non lo conosci?

Arlecchino. E1 dis che sti do zecchini, che ho trova sotto el candelier, li ho da spartir con Colombina.

Conte. Lascia vedere quei due zecchini.

Arlecchino. Eccoli qua, li ho trovadi mi.

Colombina. Sono metà per uno.

Conte. Questi sono li due zecchini che aveva io ieri sera; sono miei, e voi altri andate al diavolo.

Arlecchino. Come!...

Colombina. L’ho caro; né tu, né io.

Dottore. Ecco terminata la lite.

Arlecchino. Sior Conte, i me do zecchini.

Conte. Se parli, ti bastono.

Arlecchino. Maledetta Colombina! per causa toa; ma ti me la pagherà. (parte (I) Zatta: Non facciamo ecc. insieme? E anche.