Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/555

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Trastullo. Andiamo; le parlerò.

Arlecchino. Parleghe, e pò vegnirò.

Trastullo. (E meglio che la finisca), (da se) Sorella, vi riverisco.

Fiammetta. Buon giorno, fratello.

Arlecchino. (Via, da bravo, aspetto la risposta), (piano a Trastullo)

Trastullo. (Quando faccicuno questo matrimonio con Arlecchino?) (piano a Fiammetta)

Fiammetta. (Mai).

Trastullo. (Come?...)

Arlecchino. (Cossa hala dito?) (piano a Trastullo)

Trastullo. (Che non la vede l’ora), (piano a J Arlecchino) (Gli avete pure promesso). (piano a Fiammetta)

Fiammetta. (Non lo posso vedere). (piano a Trastullo)

Arlecchino. (Me vorla ben?) (piano a Trastullo)

Trastullo. (Vi adora), (piano ad Arlecchino) (Dunque non lo volete sposare?) (piano a Fiammetta)

Fiammetta. (No assolutamente). (piano a Trastullo)

Trastullo. (Son vostro fratello, e dovete obbedirmi). (piano a Fiammetta)

Fiammetta. (Caro signor fratello, non vi stimo un corno). (piano a Trastullo)

Arlecchino. (Cossa disela?) (piano a Trastullo)

Trastullo. (Discorriamo della dote). (piano ad Arlecchino)

Arlecchino. Via, concludemo.

Trastullo. Animo, sbrighiamoci.

Fiammetta. M’avete inteso?

Trastullo. Avete stabilito così?

Fiammetta. Così senz’altro.

Arlecchino. Via, quand l’ha stabilido cussi, sarà cussi.

Trastullo. Sarai contento? (ad Arlecchino)

Arlecchino. Contentissimo.

Trastullo. E voi? (a Fiammetta)

Fiammetta. Arcicontenta.

Trastullo. Me ne rallegro.

Arlecchino. Me ne consolo.