Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/151

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Lelio. Io poi terminerò di convincerla, di conquistarla.

Beatrice. Trattenetevi un so! momento. (Corallina ha dello spirito. Seconderà la burla). (da sé, parte

SCENA IV.

Lelio solo. È un gran destino il mio ! Che non abbia a passar un giorno senza che m’ innamori ! E talvolta più bellezze in un giorno successivamente m’incantano. Buon per me, che con egual faci- lità me ne scordo ; per altro, fra tante £amme, sarei andato in cenere cento volte.

SCENA V.

Beatrice, Corallina e detti.

Beatrice. Ecco qui la signora Rosaura, che vuol riverirvi e cono- scervi.

Lelio. Conoscerà ella un adoratore della sua bellezza.

Corallina. (Son neir impegno ; bisogna starci), (da se) Signore, la prego di non farmi arrossire.

Lelio. Quanto più arrossirete, tanto più somiglerete alla rosa, e tanto più vi starà bene di Rosaura il nome.

Beatrice. Il signor Lelio è mirabile nel ritrovare le allegorie dei nomi.

Lelio. Mi piacciono i Greci in questo. Tutti i loro nomi hanno qualche significato.

Beatrice. Il vostro ha significato veruno?

Lelio. Il mio vien da Lelex, re dei Lacedemoni, e poi il mio nome ed il mio cognome sono anagrammatici : Lelio Capretini: Il mio core a lei.

Beatrice. Non mi pare purissimo quest’ anagramma.

Lelio. Vi saranno solamente tre o quattro lettere Ccunbiate.

Corallina. Lei è un signor virtuoso, per quel ch’io sento.

Lelio. Ah, voi siete più virtuosa di me.