Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/354

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SCENA in.

Corallina con tabarro, lauta, cappello e maschera ; e dette.

Corallina. Ecco da mascherare la signorina.

Beatrice. Via, presto, mettile il tabarro.

Corallina. Subito. (Oh, la signora madre la farà un donnina di garbo). (</a sé; mette il tabarro a Rosaura

SCENA IV.

Pantalone di derxtro, e dette.

Pantalone. Chi è qua? Se poi vegnir?

Rosaura. Oh ! leva il tabano. (a Corallina)

Beatrice. Eh via, pazza. Venga, signor Pantalone.

Pantalone. (Esce) Servitor obbligatissimo.

Rosaura. Serva sua.

Pantalone. Cossa voi dir? Cussi a bonora in maschera?

Beatrice. Andiamo a far delle spese.

Pantalone. Spese necessarie?

Beatrice. Necessarissime.

Pantalone. Per siora Rosaura?

Beatrice. Anco per lei.

Pantalone. Se a siora Rosaura ghe bisogna qualcossa, son qua a soddisfarla mi in tutto quel che xe giusto.

Beatrice. Oh sì, che vi venemo a seccare per ogni piccola cosa !

Pantalone. Seccarme? No, la veda. El mio obbligo xe de ser- virla.

Corallina. Caro signor Pantalone, noi altre donne abbiamo bi- sogno di certe cose, che gli uomini non l’ hanno da sapere.

Pantalone. Vu, siora, no ve ne impazzt dove che no ve tocca.

Corallina. Oh, per non impacciarmi, anderò via. (Vecchio fasti- dioso !) (da sé, parte