Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, X.djvu/188

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
182 ATTO SECONDO

Pirolino. Ve lo spiegherò un’altra volta. Terminiamo la spiegazione.

Violante. Via, interpretate la chiusa.

Pirolino. Subito. A prima vista.

Troveran forse ambidue

L’un la capra di Giove, e l’altra il bue.

Il poeta parla di voi e di me. Io troverò la capra di Giove. Ho sentito nella Regia Parnassi che la capra Amaltea ha dato il latte a Giove, e mi hanno fatto un onore ch’io non merito, credendomi degno di tanta grazia d’essere fratello di latte dell’istesso Giove. Di voi istessamente, perchè hanno letta la Regia Parnassi, dicono che qual nuova Europa meritate che Giove in toro a trasformarsi ritorni per rapirvi, giovarvi, immortalarvi.

Violante. Io rimango stordita, come voi sappiate a memoria cotante cose. È poi vero d’Europa, della capra e del toro?

Pirolino. Ne avete dubbio? Sono istorie verissime. La Regia Parnassi è istoria vera, quanto i Reali di Francia. Conviene studiare, chi vuole intendere le allegorie.

Violante. Insegnatemi, per amor del cielo.

Pirolino. Ecco qui; se non ero io, don Roberto si rimproverava come satirico.

Violante. Ora lo ringrazierò per le sue finezze.

SCENA XVI.

Argentina e detti.

Argentina. Signora padrona, è qui il signor don Fausto, il signor don Roberto e il signor don Gismondo.

Violante. Vengano pure. Ho piacere che s’incontri don Fausto con don Roberto.

Argentina. Sono stata io, che li ha tirati qui con bel modo. Ditegli l’animo vostro a quell’ardito di don Roberto. Nega tutto con una faccia da mandatario.

Violante. Gli hai tu detto forse della satira?