Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/182

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Fabio. Con esso lui il mio sdegno...

Orazio. Battetevi con Ridolfo, egli è un altro me stesso, (parte)

Fabio. Giuro al cielo... (cuoi seguirlo)

Brighella. Alto là, signor. La porta rispetto ai colonnelli de sta qualità. (lo ferma, indi parte

SCENA XVIII.

Fabio e Ridolfo.

Fabio. Teco dunque sfogherò l’ira mia. (contro Ridolfo)

Ridolfo. Niente più desidero, che castigare la tua baldanza, (pone mano e si battono lungamente, sin che Ridolfo resta ferito gravemente) Non posso reggermi più. (barcollando si ritira)

Fabio. Impara ad esser men temerario. (parte Fine dell’Atto Secondo.