Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/215

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Ottavio. Sollecitate, signora.

Florindo. Non vi date gran pena. I comici non sono ancora ragunati al teatro.

Ottavio. Chi manca di loro?

Florindo. Il Pantalone e il Brighella.

Ottavio. Questi due personaggi nuovi si faranno un poco aspettare.

Clarice. Voglia il cielo che rieschino.

Flaminia. Frattanto dunque terminerò di provarlo.

          Bello il mondo assai più fan le vicende;
          Misto il bene col mal fa il ben migliore.
          Le sventure talor gli animi accende1
          A meritar il contrastato onore.
          Di fortuna la ruota or sale, or scende;
          Toglie, e poscia ridona il suo favore.
          Tutto questo vuol dir che in mezzo ai guai
          Noi avviliti non sarem giammai.

Argentina.

Argentina. Presto, presto, signori, facciamo suonare, e principiamo la commedia.

Flaminia. Perchè tanta fretta? Non sono ancora due ore di notte.

Argentina. Se non si fa presto, abbiamo qui la seccatura dell’anno passato.

Clarice. Che vuol dire?

Argentina. E venuto a favorirci al solito il signor Zamaria dalla Bragola2.

Ottavio. Oibò; sfuggiamo, se si può, questa noia. Principiamo.

Florindo. Ma se il Pantalone ed il Brighella non sono ancora venuti.

Ottavio. Mandiamoli a chiamare. Ehi! avvisate subito il Pantalone e il Brighella. (ad un servitore)

  1. Così il testo.
  2. Vedi l’Introduzione nel primo Tomo.  1[nota originale]
    1. Alludesi al primo tomo del Nuovo Teatro Comico di C. G., ed. Pitteri di Venezia. Vedasi vol. X della presente edizione, p. 14.