Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/73

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IL FESTINO 67

            Maurizio.Quand’è così, son pago. Figlia, può tollerarsi
            Che possa col festino il Conte soddisfarsi.
            Contessa.Facciasi pur, nol niego, se divertirsi ei brama,
            Ma tollerar non posso che vengavi Madama.
            Maurizio.Ella non vi sarà.
            Contessa. Signor, se l’ha invitata...
            Maurizio.Meco di non venirvi Madama si è impegnata.
            Contessa.Possibile?
            Maurizio. Lo dico; crederlo a me dovete.
            Contessa.Madama vi deride, signor, voi lo vedrete.
            Maurizio.Sì facile non credo ch’ella cotanto ardisca.
            Contessa.Stassera lo vedrete. Voglia il ciel ch’io mentisca.
            Maurizio.No, no, ne son sicuro.
            Contessa. Ma perchè mai non viene?
            Maurizio.Vi basti che non venga; cercar più non conviene.
            Contessa.Eppur non me ne fido,
            Maurizio. Figlia, la diffidenza
            Che in donna è sì comune, mi muove ad impazienza.
            Non vi verrà, vi dico: e s’ella vi venisse,
            Son cavalier, lo giuro, farei che si pentisse.
            Credete o non credete, su ciò garrir non soglio.
            Contessa.Ascoltate, signore.
            Maurizio. Altro ascoltar non voglio. (parte)

SCENA VII1.

La Contessa e Balestra.

            Contessa.Balestra, che Madama non venga, sarà vero?
            Balestra.Se ’l dice don Maurizio, verissimo lo spero.
            Contessa.Se così è, si balli; ch’ei si diverta è giusto.
            Che nato sia fra loro qualche novel disgusto?
            Balestra.Può darsi.

  1. Nelle edd. Pitteri, Guibert-Orgeas ecc. è sbagliata la numerazione delle scene, fino al termine dell’atto presente.