Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/527

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LA SPOSA SAGACE 519

Lisetta.  Lo vederai di botto.

Vo’ dire a donna Barbara, che il giuramento hai rotto.

SCENA il.
Moschino e suddetti.

Moschino. Che fate qui voi altri? Domandano il caffè.

Non si vede nessuno, e gridano con me.
Lisetta. Andate a prepararlo. (a Mariano)
Mariano.  Lo zucchero ammannite (a Lisetta)
Moschino. Ehi, che scene graziose! (a Mariano e Lisetta)
Mariano.  Di che?
Lisetta.  Non so che dite.
Moschino. Donna Barbara e il Conte fan bene i fatti suoi.
Mariano. Come?
Lisetta.  Non so niente.
Moschino.  Che serve? infra di noi
Parliam liberamente. Con me si può parlare.
Lisetta. Chiaccheron! (a Mariano)
Mariano.  Linguacciuta! (a Lisetta)
Moschino.  Di più non si può fare.
Certo che ne men io me ne sarei avveduto.
Se da voi la faccenda non avessi saputo.
(a Mariano e Lisetta)
Mariano. Io sono un galantuomo; non ho detto niente1. (parte)
Lisetta. Da me non lo sapeste. Mariano è un imprudente.
(parte)

SCENA III.
Moschino, poi don Policarpio.

Moschino. La cosa apertamente non ha scoperto alcuno.

Hanno senza avvedersene parlato un po’ per uno.
Ed io che sono accorto, i detti ho confrontato,
E tutta la faccenda bel bello ho rilevato..

  1. Ed. Zatta: Non ho mai detto niente