Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/216

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SCENA IV.

Felicita e Mariuccia.

Felicita. Costanza è una giovane che ha del brio. Mi piace infinitamente. (resta sedendo)

Mariuccia. Eccola servita della cioccolata.

Felicita. La prenderò volentieri. Non ho riposato la notte; ho bisogno di confortarmi lo stomaco. (va bevendo la cioccolata)

Mariuccia. Perdoni, signora, come sta il signor Leonardo?

Felicita. Mio marito? (bevendo)

Mariuccia. Sì signora. Sta bene?

Felicita. Sta bene. Lo conoscete? ^ (bevendo)

Mariuccia. Sì signora, lo conosco. E un pezzo che non viene da noi a giocare a naso. Glielo dica che venga da noi. E il più caro pazzo del mondo.

Felicita. (Resta sorpresa) Così parlate di mio marito? Avete con lui una gran confidenza!

Mariuccia. Dico così per dire. E ella forse gelosa?

Felicita. Potrebbe darsi, che di qualche bel soggetto fossi gelosa. Ma di voi, no certamente.

Mariuccia. Dice bene; di me no, perchè si sa chi sono: per altro....

Felicita. Oh certo; lo vederessimo cascar morto. (con ironia)

Mariuccia. Eh, ne sono cascati degli altri.

Felicita. Per voi? (con ammirazione ironica)

Mariuccia. Per me. (seria)

Felicita. Sono cose che fanno crepar di ridere. (ridendo)

Mariuccia. Non burli, perchè se gli dicessi quello che mi ha detto il signor Leonardo....

Felicita. Vi avrà trattata da quella pazza che siete.

Mariuccia. A me pazza?

Felicita. Insolente.