Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/410

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Brigida. Co le done civil tratar noi sarà uso.

Lelio. Mi negate una mano? (vuol prenderla)
Brigida. Ghe la darò sul muso.
Lelio. Per aver una grazia da una gentil signora,
Mi contento di prendere una guanciata ancora.
(come sopra)
Brigida. Ma la xe un’insolenza.
Lelio. Ma se per voi nel seno
Ardere già mi sento.
Brigida. Ghe la puzo (l) dasseno.
Lelio. Se avete cor, battetemi. (come sopra)
Brigida. Noi sarà miga el primo.
Lelio. Voi di me non curate, ed io tanto vi stimo.
Brigida. Se per mi, caro sior, el gh’ha dela bontà.
Che el scomenza a tratar come che va tratà.
Lelio. Una finezza sola. (accostandosi)
Brigida. Che el staga con respeto.
Lelio. Ma se amor mi tormenta. (come sopra)
Brigida. Deboto ghe la peto (2).
Lelio. Quella mano gentile male non mi può far.
Brigida. Se sta man xe zentil, ghe la farò provar.
Lelio. Qua nessuno ci vede, qua nessuno ci sente.
Mio tesoro, mio bene, pietà.... (si accosta)
Brigida. Sior insolente.
(gli dà uno schiaffo)

SCENA IV.

Ottavio e detti.

Ottavio. Cos’ è stato?

Lelio. Non so.
Ottavio. fu? ^osa (a Brigida)
(1) Puzar, appoggiare, e quindi dare. Vol. VIII, 171. (2) Pelar, attaccare, appiccicare,
e quindi dare.