Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/88

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Onofrio. Eccomi qui disposto, e sia pur persuasa,

Che il farò volentieri.
Felicita. Il Conte non è in casa:
Andiam per il giardino ad aspettar ch’ei torni.
Non vo’ senza una scena lasciar questi contomi.
(L’amo ancor quest’ingrato, e l’amo a cotal segno.)
Che oso la vita istessa di mettere in impegno.
Se rende all’amor mio tal ricompensa strana,
Vo’almen mortificata veder la sua germana.
Voglio scoprir coloro ch’ella d’amare affetta;
Se ho da soffrir gl’insulti, vo’ fare una vendetta).
(da sè, e parte)
Onofrio. Oh Brigida! vecchiaccia! vo’ me la paghi affè.
Venir qui a desinare senza dir nulla a me?
Se la figliuola è in grazia, tutto è mento mio;
E quando che si mangia, ho da mangiare anch’io.
Dodici bei zecchini, se parlo, mi darà?
Io sono un galantuomo, dirò la verità. (parte)
Fine dell’Atto Quarto.