Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/203

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196 QUADERNO 2 (XXIV) mente» è ancora la più forte nazione continentale. L’unità nazionale è rafforzata; la compagine statale è intatta. Essa oggi si destreggia fra Occidente e Oriente in attesa di ri¬ prendere la sua libertà politica di fronte alPInghilterra che tenta invano di separarla dalla Russia, per avere ragione di entrambe. La Russia: i concetti dell’autore sulla Russia sono molto superficiali e fumosi. «L’amorfismo russo è incapace di or¬ ganizzare lo Stato e neppure di concepirlo. Tutti i fondatori di Stato russo furono stranieri o d’origine straniera (Rurik, i Romanofï). La potenza organizzatrice non può essere che la Germania, per ragioni storiche e geografiche e politiche. Non conquista militare ma solo subordinazione economica, politica, culturale. Sarebbe antistorico frazionare la Russia e sottoporla ad esperimenti coloniali, | come avrebbero vo¬ luto certi teorici della politica. Il popolo russo è mistico, ma non religioso, per eccellenza femmineo e dissolvitore » \ ecc. ecc. (La quistione è molto meno verbalmente comples¬ sa: la Russia è troppo contadina e di un'agricoltura primi¬ tiva, per potere con « facilità » organizzare uno Stato moder¬ no: la sua industrializzazione è il processo della sua moder¬ nizzazione). §(41). Niccolò Machiavelli. Articolo di Luigi Cavina nella «Nuova Antologia» del 16 agosto 1927: Il sogno nazionale di Nicco¬ lò Machiavelli in Romagna e il governo di Francesco Guicciardini *. L’episodio cui l’articolo si riferisce è interessante, ma il Cavina non ne sa trarre tutte -le conseguenze necessarie (l’articolo è di carattere descrittivo-rettorico). Dopo la battaglia di Pavia e la definitiva scon¬ fitta dei Francesi che assicurava l’egemonia spagnola, i signori italiani entrano in uno stato di panico: il Machiavelli, recatosi a Roma per consegnare personalmente a Clemente VII le Istorie fiorentine che aveva ultimato, propone al papa di creare una milizia nazionale e lo convince a fare un esperimento. Il papa manda il Machiavelli in Ro¬ magna presso Francesco Guicciardini che era Presidente della Roma¬ gna con un breve in data 6 giugno 1525. Il Machiavelli doveva espor¬ re al Guicciardini il suo progetto e il Guicciardini doveva dare il suo parere. (Il breve del papa deve essere tutto interessante: egli espone lo sconvolgimento in cui si trova l’Italia, così grande da indurre a cer¬ care anche rimedi nuovi e inconsueti e concludeva: «Res magna est, ut iudicamus, et salus est in ea cum status ecclesiastici, tum totius Italiae ac prope universae christianitatis reposita»). Perché l’espe¬ 1929-1933: m