Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/204

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iscellanea i 197 rienza in Romagna? I Romagnoli buoni soldati: avevano combattuto con valore e fedeltà per i Veneziani all’Agnadello, | quantunque da 61 mercenari. C’era poi stato in Romagna il precedente del Valentino che aveva reclutato tra il popolo buoni soldati. Il Guicciardini fino dal 1512 aveva scritto che il dare le armi ai cit¬ tadini «non è cosa aliena da uno vivere di repubblica e popolare, per¬ ché quando vi si dà una giustizia buona e ordinate leggi, quelle arme non si adoperano in pernizie, ma in utilità della patria », e aveva an¬ che lodato l’istituzione dell’ordinanza ideata dal Machiavelli (tentati¬ vo del Machiavelli di creare a Firenze la milizia cittadina). Ma il Guic¬ ciardini non credeva possibile fare il tentativo in Romagna per le fie¬ rissime divisioni di parte che vi dominavano (interessanti i giudizi del Guicciardini sulla Romagna): i ghibellini dopo la vittoria di Pavia so¬ no pronti ad ogni novità; anche se non si danno le armi nascerà qual¬ che subbuglio ; non si può dare le armi per opporsi agli imperiali pro¬ prio ai fautori degli imperiali. Inoltre la difficoltà è accresciuta dal fatto che lo Stato è ecclesiastico, cioè senza direttive a lunga scadenza, e con facili grazie e impunità, alla più lunga ad ogni nuova elezione di papa. In altro Stato le fazioni si potrebbero domare, non nello Sta¬ to della chiesa. Poiché Clemente VII nel suo breve aveva detto che al buon risultato dell’impresa occorrevano non solo ordine e diligen¬ za, ma anche l’impegno e l'amore del popolo, il Guicciardini dice che ciò non può essere perché «la Chiesa in effetto non ci ha amici, né quelli che desidererebbero bene vivere, né per diverse ragioni i fa¬ ziosi e tristi». Ma la cosa non ebbe altro seguito, perché il papa lasciò cadere il progetto. (Rimane interessante l’episodio, per dimostrare la volontà del Machiavelli, per i giudizi pratici del Guicciardini, e anche del pa¬ pa). Non si conoscono le ragioni che il Machiavelli deve aver contrap¬ posto alle osservazioni del Guicciardini, perché questi non ne parla nelle sue lettere, è le lettere del Machiavelli a Roma non si conoscono. \ Cfr Quaderno 18 (xxxii [iv bis]), pp. 2-3. § ( 42 ). Quintino Sella. A Teodoro Mommsen che do- 62 mandò con quale idea universale l’Italia andasse a Roma, Quintino Sella rispose: quella della scienzal. (Mommsen di¬ ceva che a Roma non si può stare senza un’idea universale. Questo motivo è stato ripreso dal Capo del Governo nel suo discorso sul Concordato alla Camera dei deputati \ La rispo¬ sta del Sella è interessante e appropriata: in quel periodo storico la scienza era la nuova «idea universale», la base della nuova cultura che si andava elaborando. Ma Roma non divenne la città della scienza; sarebbe stato necessario un grande programma industriale, ciò che non fu. La parola