Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/255

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


4 248 QUADERNO 2 (XXIV) ciò le difficoltà dell'opera delle missioni e lo scarso valore delle conversioni, d’altra parte molto limitate. In realtà la difficoltà più tragica per l’Islam è data dal fat- ! to che una società intorpidita da secoli di isolamento e da un regime feudale imputridito (naturalmente i signori feu¬ dali non sono materialisti! ! ) è troppo bruscamente messa a contatto con una civiltà frenetica che è già nella sua fase di dissoluzione. Il Cristianesimo ha impiegato nove secoli a evolversi e ad adattarsi, lo ha fatto a piccole tappe, ecc.: l’Islam è costretto a correre vertiginosamente. Ma in realtà esso reagisce proprio come il cristianesimo: la grande eresia su cui si fonderanno le eresie propriamente dette è il « senti¬ mento nazionale» contro il cosmopolitismo teocratico. Ap¬ pare poi il motivo del ritorno alle «origini» tale e quale co¬ me nel cristianesimo; alla purezza dei primi testi religiosi 125 contrapposta alla | corruzione della gerarchia ufficiale: i Wahabiti rappresentano proprio questo e il Sirdar Ikbal Ali Shah spiega con questo principio le riforme di Kemal Pascià in Turchia: non si tratta di «novità» ma di un ritorno al¬ l’antico, al puro, ecc. ecc. Questo Sirdar Ikbal Ali Shah mi pare dimostri proprio come tra i mussulmani esista un ge¬ suitismo e una casistica altrettanto sviluppati che nel catto¬ licismo. § (91 ). Giuseppe Gallavresi, Ippolito la Rivoluzione francecp^ «Nuova Antologia», i° novem¬ bre 1928 . -Cabanis (Giorgio) [1750-1808], sue teorie ma¬ térialiste esposte nel libro dedicato allo studio dei rapporti tra le physique et le moral. Il Manzoni ammirava profonda¬ mente Yangélique Cabanis e anche quando si convertì con¬ tinuò ad ammirare questo suo libro. Il Taine discepolo del Cabanis. Il metodo induttivo e le norme dell’osservazione presi a prestito dalle scienze naturali dovevano portare il Taine, secondo il Gallavresi, alla conclusione che la Rivoluzione francese sia stata una mostruosità, una malattia. «La demo¬ crazia egualitaria è una mostruosità alla luce delle leggi del¬ la natura; ma il fatto che è stata concepita dall’uomo ed an-