Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/429

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fi QUADERNO 4 (xill) 1 hanno trovata nelle derivazioni moderne del materialismo filosofico volgare o anche in correnti idealistiche come il Kantismo (Max Adler). Il Labriola si distingue dagli uni e dagli altri con la sua affer¬ mazione che il marxismo stesso è una filosofia indipendente e origi¬ nale. In questa direzione occorre lavorare, continuando e sviluppando la posizione del Labriola. Il lavoro è molto complesso e delicato. Per¬ ché il marxismo ha avuto questa sorte, di apparire assimilabile, in al¬ cuni suoi elementi, tanto agli idealisti che ai materialisti volgari? Bi¬ sognerebbe ricercare i documenti di questa affermazione, ciò che si¬ gnifica fare la storia della cultura moderna dopo Marx e Engels. Per gli idealisti: vedere quali elementi del marxismo sono stati assorbiti «esplicitamente», cioè confessatamente. Per esempio, il ma¬ terialismo storico come canone empirico di ricerca storica del Croce, che ha introdotto questo suo concetto nella cultura moderna, anche fra i cattolici (cfr Olgiati) in Italia e all’estero, il valore delle ideolo¬ gie ecc.; ma la parte più difficile e delicata è la ricerca degli assorbi¬ menti «impliciti», non confessati, avvenuti perché appunto il marxi¬ smo è stato un momento della cultura, una atmosfera diffusa, che ha modificato i vecchi modi di pensare per azioni e reazioni non appa¬ renti o non immediate. Lo studio del Sorel può dare molti indizi a questo proposito. Bisognerebbe però studiare specialmente la filosofia del Bergson e il pragmatismo per vedere in quanto certe loro posizio¬ ni sarebbero inconcepibili senza l’anello storico del marxismo; così per il Croce e Gentile ecc. Un altro aspetto della quistione è l’insegnamento pratico che il bis marxismo ha dato agli stessi partiti che lo combat|tono per principio, cosi come i gesuiti combattevano Machiavelli pur applicandone i prin- cipii (in una «Opinione» pubblicata dal Missiroli nella «Stampa» del 1925 o 26 su per giù si dice: «Sarebbe da vedere se nell’intimo della loro coscienza, gli industriali più intelligenti non siano persuasi che Marx abbia visto molto bene nelle cose loro» o qualcosa di simi¬ le) Ciò è naturale, perché se Marx ha esattamente analizzato la real¬ tà, egli non ha fatto che sistemare razionalmente ciò che gli agenti storici di questa realtà sentono confusamente e istintivamente. L’altro aspetto della quistione è ancor più interessante. Perché an¬ che i marxisti ufficiali hanno «combinato» il marxismo con una filo¬ sofia non marxista? Cfr R. Luxemburg in volumetto su Marx2. Nel campo filosofico mi pare che la ragione storica sia da ricercare nel fat¬ to che il marxismo ha dovuto allearsi con tendenze estranee per com¬ battere i residui del mondo precapitalistico nelle masse popolari, spe¬ cialmente nel terreno religioso. Osservazione di Sorel a proposito di ' Clemenceau e il marxismo nella lettera a Missiroli3. Il marxismo ave¬ va due compiti: combattere le ideologie moderne nella loro forma più raffinata e rischiarare le masse popolari, la cui cultura era medioevale. Questo secondo compito, che era fondamentale, ha assorbito tutte le forze, non solo «quantitativamente», ma «qualitativamente»; per ra¬ gioni «didattiche» il marxismo si è confuso con una forma di cultura un po’ superiore alla mentalità popolare, ma inadeguata per combat¬ tere le altre ideologie delle classi colte, mentre il marxismo originario 1930-1932: APPUNTI DI FILOSOFIA I > 423