Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/432

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seleziona lentamente un nuovo gruppo di intellettuali ed ecco la filo¬ sofia tedesca del 700-800. Qualcosa di simile avviene anche per il marxismo: non crea un’alta cultura perché i grandi intellettuali che si formano sul suo terreno non sono selezionati dalle classi popolari, ma dalle classi tradizionali, alle quali ritornano nelle « svolte » stori¬ che o se rimangono con esse, è per impedirne lo sviluppo autonomo. L’affermazione che il marxismo è una filosofia nuova, indipendente, è l’affermazione della indipendenza 1 e originalità di una nuova cultu- 45 bis ra in incubazione, che si svilupperà con lo svilupparsi delle relazioni sociali. Ciò che esiste è «combinazione» di vecchio e nuovo, equili¬ brio momentaneo corrispondente all’equilibrio dei rapporti sociali. Solo quando si crea uno Stato, è veramente necessario creare un’alta cultura. In ogni modo l’atteggiamento deve essere sempre critico e mai dogmatico, dev’essere un atteggiamento in certo senso romantico, ma di un romanticismo che consapevolmente ricerca la sua serena classicità. Cfr Quaderno 16 (xxn), pp. io-i4bis. § (4). Machiavellismo e marxismo. Duplice interpretazione del Machiavelli: da parte degli uomini di Stato tirannici che vogliono conservare e aumentare il loro dominio e da parte delle tendenze libe¬ rali che vogliono modificare le forme di governo. Questa seconda ten¬ denza ha la sua espressione nei versi del Foscolo: «che, temprando Io scettro ai regnatoti, gli allor ne sfronda ed alle genti svela ecc.». Il Croce scrive che ciò dimostra la validità obbiettiva delle posizioni del Machiavelli e ciò è giustissimo *. § (5). Materialismo storico e criteri 0 canoni pratici di interpreta¬ zione della storia e della politica [cfr p. 50 bis]l. Confronto con ciò che per il metodo storico ha fatto il Bernheim. Il libro del Ber- nheim2 non è un trattato della filosofia dello storicismo, cioè della fi¬ losofia moderna, tuttavia implicitamente le è legato. La «sociologia marxista» (cfr il Saggio popolare)3 dovrebbe stare al marxismo, come il libro del Bernheim sta allo storicismo: una raccolta sistematica di criteri pratici di ricerca e di interpretazione, uno degli aspetti del « metodo filologico » generale. Sotto alcuni punti di vista si dovrebbe fare, di alcune tendenze del materialismo storico (e, per avventura, le più diffuse) la stessa critica che lo storicismo ha fatto del vecchio metodo storico e della vecchia filologia, che avevano portato a nuove | forme ingenue di dogmatismo e sostituivano l’interpretazione con la 46 descrizione esteriore, più o meno accurata dei fenomeni e specialmen¬ te col ripetere sempre: «noi siamo seguaci del metodo storico!» {.Letteratura], Il rapporto artistico, anche nel materialismo storico, mostra con evidenza maggiore, le ingenuità dei pappagalli. Due scrit¬ tori rappresentano lo stesso momento sociale, ma uno è artista, l’