Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/437

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(xill) zo» starà molto bene nel campionario lodano: nonostante tutto, Ar- digò non era il primo venuto. Cfr Quaderno 16 (xxii), pp. 8-10. % {y). Le superstrutture e la scienza. Porre la scienza a base del¬ la vita, fare della scienza una concezione del mondo significa ricadere nel concetto che il materialismo storico abbia bisogno di un altro so¬ stegno all’infuori di se stesso. La scienza è anch’essa una superstrut- tura. Ma nello studio delle superstrutture la scienza occupa un posto a sé, per il fatto che la sua reazione sulla struttura ha un carattere di maggiore estensione e continuità di sviluppo, specialmente a partire dal 700, da quando fu fatto alla scienza un posto a parte nell’apprez¬ zamento generale. Che la scienza sia una superstruttura è dimostrato dal fatto che essa ha avuto periodi interi di eclisse, scacciata da un’ideologia dominante, la religione soprattutto: la scienza e la tec¬ nica degli arabi apparivanoa come stregoneria ai cristiani. La scienza non si presenta come nuda nozione obbiettiva mai; essa appare sem¬ pre rivestita da una ideologia e concretamente è scienza l’unione del fatto obbiettivo e dell’ipotesi o di un sistema di ipotesi che superano il mero fatto obbiettivo. In questo campo però è diventato relativa¬ mente facile scindere la nozione obbiettiva dal sistema di ipotesi, con un processo di astrazione che è insito nella stessa metodologia scienti¬ fica e appropriarsi l’una respingendo l’altro. In tal modo una classe può appropriarsi la scienza di un’altra classe senza accettarne l’ideo¬ logia (l’ideologia del progresso è stata creata dal progresso scientifico) e le osservazioni in proposito del Sorel (e del Missiroli) cadono *. Cfr Quaderno 11 (xvm), pp. ;2bis-j3' § ( 8). Machiavelli e Marx. Charles Benoist nella prefazione al Le Machiavélisme, Prima parte: Avant Machiavel, Parigi, Pion, 1907, scrive: «C’è machiavellismo e machiavellismo: c’è un machiavelli¬ smo vero e un machiavellismo falso: vi è un machiavellismo che è di Machiavelli e un machiavellismo che è qualche volta dei discepoli, più spesso dei nemici di Machiavelli; sono già due, anzi tre machia¬ vellismi, quello di Machiavelli, quello dei machiavellisti, e quello de¬ gli antimachiavellisti; ma eccone un quarto: quello di coloro che non han mai Ietto una riga di Machiavelli e che si servono a sproposito dei verbi, dei sostantivi e degli aggettivi derivati dal suo nome. Ma¬ chiavelli perciò non dovrebbe essere tenuto responsabile di quel che dopo di lui il primo o l’ultimo venuto si sono compiaciuti di fargli dire» La innovazione fondamentale introdotta da Marx nella scienza po¬ litica e storica in confronto del Machiavelli è la dimostrazione che ■Nelms: «appariva». 1 193O-I932: APPUNTI DI FILOSOFIA