Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/529

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4 (xill) § { 83 ). Vincenzo Morello. Dante, Farinata, Cavalcan¬ te, in 8°, p. 80, ed. Mondadori, 1927. Contiene due scritti: 1 ) Dante e Farinata. Il canto X dell Inferno letto nella «Ca¬ sa di Dante» in Roma il xxv aprile mcmxxv e 2) Cavalcan¬ ti e il suo disdegno \ Nella scheda bibliografica dell’edito¬ re è detto: « Le interpretazioni del Morello daranno occasio¬ ne a discussioni fra gli studiosi, perché si distaccano comple¬ tamente da quelle tradizionali, e vengono a conclusioni di¬ verse e nuove». Ma il Morello aveva una qualsiasi prepara¬ zione per questo lavoro e per questa indagine? Egli inizia il primo scritto cosi: «La critica dell’ultimo trentennio ha così profondamente esplorato le sorgenti ( ! ) dell’opera dantesca, che ormai i sensi più oscuri, i riferimenti più difficili, le al¬ lusioni più astruse e perfino i particolari più intimi dei per¬ sonaggi delle Tre Cantiche, si può dire siano penetrati e chiarificati». Chi si contenta gode! Ed è molto comodo muovere da una simile premessa: esime dal fare un proprio lavoro e molto faticoso di scelta e di approfondimento dei risultati raggiunti dalla critica storica ed estetica. E conti¬ nua : « Si che, dopo la debita preparazione, noi possiamo og¬ gi leggere ed intendere la Divina Commedia, senza più smarrirci nei labirinti delle vecchie congetture, che la in¬ completa informazione storica e la deficiente disciplina in¬ tellettuale gareggiavano nel costruire e rendere inestricabi¬ li». Il Morello dunque avrebbe fatto la debita preparazione e sarebbe in possesso di una perfetta disciplina intellettuale: non sarà difficile mostrare che egli ha letto superficialmente lo stesso canto X e non ne ha compreso la lettera più eviden¬ te. Il canto X è, secondo il Morello, «per eccellenza politi¬ co» e «la politica, per Dante, è cosa tanto sacra, quanto la religione», quindi occorre una «disciplina più | che mai ri¬ gida» nella interpretazione del canto X per non sostituire le proprie tendenze e le proprie passioni a quelle altrui e per non abbandonarsi alle più strane aberrazioni. Il Morello af¬ ferma che il canto X è per eccellenza politico, ma non lo di¬ mostra e non lo può dimostrare perché non è vero: il can¬ to X è politico come politica è tutta la Divina Commedia, ma non è politico per eccellenza. Ma al Morello questa affer-