Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/532

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I93O-I932: IL CANTO DECIMO DELL'INFERNO 525 glia-politica, è in Farinata e infatti la politica lo sorregge sot¬ to l’impressione del disastro famigliare della figlia. Ma in Cavalcante solo motivo drammatico è l’amore figliale e in¬ fatti egli crolla appena è certo che il figlio è morto. Secon¬ do il Morello, Cavalcante «domanda a Dante piangendo: - Perché mio figlio non è teco? — Piangendo. Questo di Ca¬ valcante sì può veramente dire il pianto della guerra civile». Stupidaggine, conseguente all’affermazione che il canto X è «per eccellenza politico». E più oltre: «Guido era vivo al¬ l’epoca del mistico viaggio; ma era morto quando Dante scriveva. E dunque di un morto Dante realmente scriveva, non ostante, per la cronologia del viaggio, dovesse infine apprendere al padre il contrario», ecc.: passo che dimostra come il Morello abbia appena sfiorato il contenuto dramma¬ tico e poetico del canto e l’abbia, letteralmente, sorvolato nella lettera testuale. Superficialità piena di contraddizioni perché poi il Morel¬ lo si ferma sulla predizione di Farinata, senza pensare che se questi eresiarchi possono sapere il futuro, devono sapere il passato, dato che il futuro diventa sempre passato: ciò non lo porta a rileggersi il testo e ad accertarne il significato. Ma anche la cosi detta interpretazione politica che il Mo¬ rello fa del X canto è superficialissima: essa non è altro che la ripresa della vecchia quistione: Dante fu guelfo o ghibel¬ lino? Per il Morello, sostanzialmente, Dante fu ghibellino e Farinata è « il suo eroe », solo che Dante fu ghibellino come Farinata, cioè « uomo politico » più che « uomo di parte ». Si può, in questo argomento dire tutto ciò che si vuole. In real¬ tà Dante, come egli stesso dice, «fece parte per se stesso»: egli è essenzialmente un « intellettuale » e il suo settarismo e la sua partigianeria sono d’ordine intellettuale più che poli¬ tico in senso immediato. D’altronde la posizione politica di Dante potrebbe esser fissata solo con un’analisi minutissima non solo di tutti gli scritti di Dante stesso, ma | delle divisio- 5 bis ni politiche del suo tempo che erano molto diverse da quelle di cinquant’anni prima. Il Morello è troppo irretito nella re¬ torica letteraria per essere in grado di concepire realistica¬ mente le posizioni politiche degli uomini del Medio Evo verso l’Impero, il Papato e la loro repubblica comunale. 20