Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/565

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558 QUADERNO ^ (ix) la notazione dei suoni effettivi, come sh per s, j per g italia¬ no, ecc.): certo che l’alfabeto inglese avrà il sopravvento in caso di scelta e ciò sarà legato a conseguenze di carattere in¬ ternazionale: una certa cultura avrà il sopravvento, cioè. 2) L’introduzione dell’alfabeto sillabico avrà conseguen¬ ze di grande portata sulla struttura culturale cinese: sparita la scrittura «universale», affioreranno le lingue popolari e quindi nuovi gruppi di intellettuali su questa nuova base. Cioè si romperebbe l’unità attuale di tipo «cosmopolitico» e ci sarebbe un pullulare di forze « nazionali » in senso stret¬ to. Per alcuni aspetti la situazione cinese può essere parago¬ nata a quella dell’Europa occidentale e centrale nel Medio Evo, al «cosmopolitismo cattolico» cioè, quando il «medio¬ latino » era la lingua delle classi dominanti e dei loro intel¬ lettuali: in Cina la funzione del «mediolatino» è svolta dal «sistema di scrittura», proprio delle classi dominanti e dei loro intellettuali. La differenza fondamentale è data da ciò: che il pericolo che teneva unita l’Europa medioevale, peri¬ colo mussulmano in generale - arabi, a Sud, Tartari e poi Turchi a Oriente e Sud-Est — non può essere neanche lon¬ tanamente paragonato ai pericoli che minacciano l’autono¬ mia cinese nel periodo contemporaneo. Arabi, Tartari, Tur¬ chi erano relativamente «meno» organizzati e sviluppati dell’Europa di quel tempo e il pericolo era «meramente» o quasi tecnico-militare. Invece l’Inghilterra, l’America, il Giappone sono superiori alla Cina non solo «militarmente» ma economicamente, culturalmente, su tutta l’area sociale, insomma. Solo l’unità «cosmopolitica» attuale, di centinaia di milioni di uomini, col suo particolare nazionalismo di 12 bis « razza » — xenofobia — permette al governo | centrale cinese di avere la disponibilità finanziaria e militare minima per re¬ sistere alla pressione dei rapporti internazionali, e per tene¬ re disuniti i suoi avversari. La politica dei successori di destra di Sun Yat-Sen deve essere esaminata da questo punto di vista. Il tratto caratte¬ ristico di questa politica è rappresentato dalla «non volon¬ tà» di preparare, organizzare e convocare una Convenzione pancinese a mezzo del suffragio popolare (secondo i principi di Sun) ma nel voler conservare la struttura burocratico-mi- 1930-1932: (