Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/572

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miscellanea) 5^5 un articolo di G. S. Gargano nel «Marzocco» del 3 feb¬ braio 1929 (Manzoni in Tommaseo *) riporto questo brano: « E pur attribuito al Manzoni è il giudizio sul Machiavelli, la cui autorità empi di pregiudizi le teste italiane e le cui massime alcuni ripetevano senza osare adoperarle e alcuni operavano senza osare dirle; "e sono i liberali che le canta¬ no e i re che le fanno”; commento quest’ultimo che è forse del trascrittore, il quale aggiunge che il Manzoni aveva po¬ chissima fede nelle guarantigìe degli Statuti e nella potenza dei Parlamenti e che l'unico suo desiderio era per allora di fare la nazione una e potente anche a costo della libertà, "quando pure l’idea della libertà fosse in tutti i cervelli ve¬ ra e uno il sentimento di lei in tutti i cuori” ». § (26). I nipotini di padre Bresciani. Alfredo Panzini. La traduzione delle Opere e i Giorni di Esiodo, stampata dal Panzini nel 1928 (prima nella «Nuova Antologia» poi in volumetto Treves), è esaminata nel «Marzocco» del 3 febbraio 1929 da Angiolo Orvieto (Da Esiodo al Panzi¬ ni) \ La traduzione tecnicamente è molto imperfetta. Per ogni parola del testo il Panzini ne adopera due o tre delle sue; si tratta più di una traduzione commento che di una traduzione, alla quale manca «il colorito particolarissimo dell’originale, salvo quella certa solennità maestosa ch’egli in più luoghi è riuscito a conservare». L'Orvieto cita alcuni gravi spropositi del Panzini: invece d’«infermità che por¬ tano la vecchiezza all’uomo» il Panzini traduce «infermità che la vecchiezza porta agli uomini». Esiodo parla della «quercia che porta in vetta le ghiande e in mezzo (nel tron¬ co) le api» e il Panzini traduce comicamente «le querce montane ( ! ) maturano le ghiande, e quelle delle convalli ( ! ) accolgono le api nel | loro tronco», distinguendo due fami- 16 bis glie di querce ecc. (un alunno di liceo sarebbe stato boccia¬ to per un tale sproposito). Per Esiodo le Muse sono «dona¬ trici di gloria coi carmi», per Panzini «gloriose nell’arte del canto». Altri esempi porta l’Orvieto in cui appare che ol¬ tre alla conoscenza superficiale del greco, gli spropositi del Panzini siano anche dovuti al pregiudizio politico (caso ti- ^66