Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/582

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miscellanea) 575 che la Roma signora e maestra di popoli ha in sé, per taluni, una grave colpa: Roma, fino da’ suoi inizi, fu sempre Ita¬ lia»5. Ai pregiudizi storici che combatte, il Baroncelli ne sostituisce anch’egli dei suoi propri, e, ciò che è più impor¬ tante, dà loro una veste politica. L’argomento sarebbe da studiare con spregiudicatezza: cosa rimane ancora oggi, di proprio e inconfondibile, della tradizione romana? Concre¬ tamente molto poco: l’attività più spiccata, moderna, è quella economica, sia teorica che pratica, e quella scientifi¬ ca, e di esse nulla continua il mondo romano. Ma anche nel campo del diritto, in che rapporto | esatto si trova il roma- 21 nesimo con gli apporti del germanesimo e quelli più recenti anglosassoni e qual è l’area geografica in cui il diritto roma¬ no ha più diffusione? Sarebbe ancora da notare che nella forma in cui è diventato tradizionale, il diritto romano è stato elaborato a Costantinopoli, dopo la caduta di Roma. Quanto alla tradizione statale romana è vero che l’Italia, come tale (cioè nella figura che oggi ha assunto) non l’ha continuata (osservazione del Sorel)6, ecc. Seguire le pubbli¬ cazioni di Ezio Levi sull’arabismo spagnolo e sulla sua im¬ portanza per la civiltà moderna7. § (43). L'episodio dell'arresto dei fratelli La Gala nel 1863. Nell’articolo Ricordi personali di politica interna («Nuova Antologia», i° aprile 1929) Tommaso Tittoni dà alcuni particolari inediti sull’arresto dei La Gala a Genova. I La Gala, rifugiatisi negli Stati Pontifici, si erano stabiliti a Oriolo Romano, paesello prossimo a Manziana dove era nato Vincenzo Tittoni (padre di Tommaso). Un amico di Vincenzo e corrispondente del Comitato Nazionale romano avvertì il Comitato stesso che i La Gala si erano imbarcati a Civitavecchia sul vapore francese «Aunis» che si recava a Marsiglia facendo scalo a Livorno e a Genova. Il Comitato avvertì a Livorno Vincenzo Tittoni al quale la notizia per¬ venne mentre l’« Aunis » salpava per Genova. Il Tittoni cor¬ se dal prefetto e lo indusse a telegrafare al prefetto di Ge¬ nova, il quale, senza attendere le istruzioni del ministero, prese su di sé la responsabilità di arrestare i La Gala a bor- %