Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/590

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1932: (miscellanea) 583 su decreti per onorare Suen Uen. Il più importante è quello che prescrive la "cerimonia del lunedì”. In tutte le scuole, uffici, posti militari, in qualsiasi istituzione appartenente in qualche modo al partito nazionalista, ogni lunedì, tutti si aduneranno innanzi al ritratto del "Padre della patria” e gli faranno, tutti insieme, il triplice inchino della testa. Indi si leggerà il suo "Testamento politico”, che contiene la quintessenza delle sue dottrine, e seguiranno tre minuti di silenzio per meditarne i grandi principii. Questa cerimonia sarà fatta in ogni adunanza importante». A tutte le scuole è fatto obbligo di studiare il Sen Min-ciu-i (triplice demi- smo), anche alle scuole dei cattolici e di qualsiasi confessio¬ ne religiosa, come conditto sine qua non per la loro esisten¬ za legale. Il delegato apostolico della Cina, mons. Celso Co¬ stantini, in una lettera al padre Pasquale d’Elia S. J., mis¬ sionario italiano e membro dell’Ufficio Sinologico di Zi-Ka- Wei, ha preso posizione su questi obblighi legali. La lettera è pubblicata al principio dell’opera: Le triple démisme de Sun Wen> traduit, annoté et apprécié par Pascal M. D’Elia S. J., Bureau Sinologique de Zi-Ka-Wei, Imprimerie de T'ou-Sè-Wè, Chang-Hai 1929, in 8°, pp. CLVin-530, 4 dol¬ lari cinesi. Il Costantini non crede che Sun sia stato «divinizzato»: «Quanto agli inchini del capo innanzi al ritratto di Sun Yat- Sen, gli scolari cristiani non sono da inquietarsi. Per sé e di sua natura l’inchino del capo non ha senso superstizioso. Secondo l’intenzione del governo questa cerimonia non è al¬ tro che un ossequio meramente civile ad un uomo conside¬ rato quale Padre della Patria. Potrà essere eccessivo, ma non è in nessun modo idolatrico (il Governo per sé è ateo) e non vi è legato nessun sacrifizio. Se in qualche luogo per abuso si facessero dei sacrifizi, ciò dovrà ritenersi supersti¬ zioso e i cristiani non vi potrebbero assistere in niun modo. Non è nostro ufficio creare una coscienza erronea, ma illu¬ minare gli alunni dove fosse qualche dubbio sul significato di tali cerimonie civili». Quanto all’insegnamento qbbliga- torio del triplice demismo, il Costantini scrive: «Secondo il mio giudizio personale, è lecito, se non insegnare, almeno spiegare nelle scuole pubbliche i principii del triplice de- 584 QUADERNO