Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/596

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1932: (miscellanea) 589 è certo molto difficile e quasi assurdo voler trovare le cause del perché la storia si sia sviluppata in un senso piuttosto che in un altro. In realtà non si tratta di un problema stori¬ co, ma di una necessità di carattere sentimentale e politico. SÌ parte dal presupposto (di carattere sentimentale e pratico immediato) che la nazione italiana sia sempre stata una na¬ zione nei quadri attuali geografici ed ecco che allora ci si do¬ manda perché non ha conseguito prima l’unità politica terri¬ toriale, come la Francia o la Spagna ecc. Tuttavia il problema non è completamente assurdo, pur¬ ché sia inteso e circoscritto esattamente nel suo carattere politico-attuale, cioè per spiegare certi sviluppi storici legati alla vita moderna, o come elemento per studiare determi¬ nati criteri di metodo. L’accenno del Cavina all’« effettivo pensiero universale» è uno spunto interessante, se precisato e svolto nel senso che io ho fatto in altre note3. Cioè, l’Ita¬ lia, per la sua funzione «cosmopolita», durante il periodo dell’Impero Romano e durante il Medio Evo subì passiva¬ mente i rapporti internazionali; cioè nello sviluppo della sua storia i rapporti internazionali prevalsero sui rapporti nazionali. Ma il Papato appunto è l’espressione di questo fatto; dato il carattere duplice del regno papale, di essere se¬ de di una monarchia spirituale universale e di un principato temporale, è certo che la sua potenza terrena doveva essere limitata (il Machiavelli vide benissimo ciò, come si rileva dal in capitolo del Principe e da ciò che egli riporta d’aver detto al cardinale di Roano; il Roano, al tempo in cui il Va¬ lentino veniva occupando la Romagna, gli aveva detto che gli italiani non si intendevano di guerra, ed egli rispose che | i francesi non si intendevano di Stato - di politica -, « per- 29 bis ché se se n’intendessino, non lascerebbano venire la Chiesa in tanta grandezza», ecc. ecc.)4. È certo che se la Chiesa avesse avuto come principato terreno tutta la penisola, l’in¬ dipendenza degli Stati europei avrebbe corso serio pericolo: il potere spirituale può essere rispettato finché non rappre¬ senta una egemonia politica e tutto il Medio Evo è pieno delle lotte contro il potere politico del Papa. È vero dunque che negli italiani la tradizione dell’univer¬ salità romana e medioevale impedì lo sviluppo delle forze 22 »