Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/629

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622 QUADERNO 5 (ix) po), mentre il popolo primitivo tende a un misticismo pro¬ prio, rappresentato dall’unione con la divinità con la media¬ zione dei santi (il protestantesimo non ha e non può avere santi e miracoli); il legame tra gli intellettuali dell’IsIàm e il popolo divenne solo il «fanatismo», che non può essere che momentaneo, limitato, ma che accumula masse psi¬ chiche di emozioni e di impulsi che si prolungano in tempi anche normali. (Il cattolicesimo agonizza per questa ragione: che non può creare, periodicamente, come nel passato, on¬ date di fanatismo; negli ultimi anni, dopo la guerra, ha tro¬ vato dei sostituti, le cerimonie collettive eucaristiche che si svolgono con splendore fiabesco e suscitano relativamente un certo fanatismo: anche prima della guerra qualcosa di simile suscitavano, ma in piccolo, su scala localissima, le co¬ si dette missioni, la cui attività culminava nell’erezione di un’immensa croce con scene violente di penitenza, ecc.). 46 bis Questo movimento nuovo dell’IsIàm è il sufismo. | I Santi musulmani sono uomini privilegiati che possono, per spe¬ ciale favore, entrare in contatto con Dio, acquistando una perenne virtù miracolosa e la capacità di risolvere i proble¬ mi e i dubbi teologici della ragione e della coscienza. Il sufi¬ smo, organizzatosi a sistema ed esternatosi nelle scuole su¬ fiche e nelle confraternite religiose, sviluppò una vera teo¬ ria della santità e fissò una vera gerarchia di santi. L’agio¬ grafia popolare è più semplice di quella sufica. Sono santi per il popolo Ì più celebri fondatori o capi di confraternite religiose; ma anche uno sconosciuto, un viandante che si fermi in una località a compier opere di ascetismo e benefici portentosi a favore delle popolazioni circostanti, può essere proclamato santo dalla pubblica opinione. Molti santi ricor¬ dano i vecchi iddii delle religioni vinte dall’IsIàm. Il Marabutismo dipende da una fonte della santità mu¬ sulmana, diversa dal sufismo: Muràbit (marabutto) vuol di¬ re che è nel ribât, cioè nel luogo fortificato della frontiera dal quale irrompere, nella guerra santa, contro gli infedeli. Nel rìbàt il culto doveva essere più austero, per la funzione di quei [soldati] presidiari, più fanatici e costituiti spesso di volontari (arditi dell’Islam): quando lo.scopo militare per- dé d’importanza, rimase un particolare abito religioso e i 1930-1932: (