Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/632

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32: (miscellanea) 625 to non abbia avuto un’espressione lirica, cioè artistica; l’ha avuta, ma non nella «poesia lirica» propriamente detta. Il Rizzi pone la quistione delle contraddizioni del Cin¬ quecento nella seconda parte del suo libro, ma non capisce che dall’urto di queste contraddizioni avrebbe potuto na¬ scer la poesia lirica sincera: ciò non fu ed è questa una mera constatazione storica. La Controriforma non poteva essere e non fu un superamento di questa crisi, ne fu un soffoca¬ mento autoritario e meccanico. Non erano più cristiani, non potevano essere non-cristiani: dinanzi alla morte tremava¬ no e anche dinanzi alla vecchiaia. Si posero dei problemi più grandi di loro e si avvilirono: d’altronde erano staccati dal popolo. § ( 92 ). Diplomazia italiana. A proposito dell’inciden¬ te del Carthage e del Manouba tra Italia e Francia occorre confrontare la versione che sull’origine dei fatti dà Alberto Lumbroso nel secondo volume della sua opera-zibaldone sulle Origini economiche e diplomatiche della guerra mon¬ diale (Collezione Gatti, ed. Mondadori) col paragrafo di Tittoni (Veracissimus!) | dedicato all’incidente stesso nel¬ l’articolo I documenti diplomatici francesi (1911-1912), pubblicato nella «Nuova Antologia» del 16 agosto 1929 1 e forse ristampato in volume (nelle edizioni Treves dei libri di Tittoni)z. L’esposizione del Tittoni è evidentemente non chiara e reticente: ora egli era appunto l’ambasciatore ita¬ liano a Parigi al quale, secondo il Lumbroso, Poincaré si era rivolto assicurandolo che il Carthage e il Manouba non con¬ tenevano contrabbando di guerra e pregandolo di telegrafa¬ re a Roma perché i due battelli non fossero fermati. È stra¬ no come il Tittoni, che è così sensibile per tutto ciò che ri¬ guarda la sua carriera, non accenni al Lumbroso o per smen¬ tirlo o per sminuire l’effetto della sua versione. Bisogna pe¬ rò ricordare che il Tittoni pare abbia in disdegno le abbor¬ racciature del Lumbroso, e questi gli rimprovera di non te¬ ner conto dei documenti tedeschi sulla guerra e quindi di es¬ sere perciò tedescofobo (per ciò che riguarda le responsabi¬ lità dello scatenamento del conflitto).