Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/654

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miscellanea) 647 in tutto analoghe a quelle che nell’ordine politico sono il Comune, cui corrisponde la letteratura volgare con certe forme del preumanesimo, e la Signoria, il cui correlativo letterario è l'umanesimo filologico». Cosi tutto è a posto, sotto la vernice generica dello «spirito italiano». Con Bonifacio Vili, l’ultimo dei grandi pontefici medio¬ evali e con Arrigo VII erano finite le lotte epiche fra le due più alte potestà della terra. Decadenza dell’influsso politico della Chiesa: «servitù» avignonese e scisma. L'impero, co¬ me autorità politica municipale, muore (tentativi sterili di Ludovico il Bavaro e di Carlo IV). «La vita era nella giova¬ ne e industre borghesia dei Comuni, che veniva rassodando il suo potere contro i nemici esterni e contro i popolani mi¬ nuti e che mentre seguitava il suo cammino nella storia, sta¬ va per generare o già aveva generato le signorie nazionali». Che signorie nazionali? L'origine delle signorie è ben diver¬ sa in Italia dagli altri paesi: in Italia nasce dall’impossibilità della borghesia di mantenere il regime corporativo, cioè di governare con la pura violenza il popolo minuto. In | Fran¬ cia invece l’origine dell'assolutismo è nelle lotte tra borghe¬ sia e classi feudali, in cui però la borghesia e unita al popolo minuto e ai contadini (entro certi limiti, s'intende). E si può parlare in Italia di «signoria nazionale»? Cosa voleva dire « nazione » in quel tempo? Continua il Rossi: «Dinanzi a questi grandi fatti l'idea, che pareva incarnarsi nella perpetuità universale dell’Impe¬ ro, della Chiesa e del diritto romano, e che è ancora di Dan¬ te, di una continuazione universale, nella vita del Medio Evo, della universale vita romana, cedeva all'idea che una grande rivoluzione s’era compiuta negli ultimi secoli e che una nuova era della storia era cominciata. Nasceva il senso di un abisso che separasse ormai la nuova civiltà dall’antica; onde l’eredità di Roma non era più sentita come una forza immanente nella vita quotidiana; ma gli Italiani comincia¬ vano a volgere lo sguardo all'antichità come ad un proprio passato, ammirevole di forza, di freschezza, di bellezza, cui dovessero tornare col pensiero per via di meditazione e di studio e per un fine di educazione umana, simili a figlioli che dopo un lungo abbandono tornassero ai padri, non a vecchi % 648 QUADERNO 5 (