Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/103

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Analogie planetarie 81 un gran numero di quistioni. 1 critici della sua opi¬ nione non sono astronomi soli, tra i quali egli parli come a gente dotata di pari conoscenza del soggetto, ma sono geologi che sono meglio qualificati di lui per giudicare delle evidenze geologiche della perma¬ nenza o sparizione dell’acque sul globo. 11 Prof. Eliot Blackwelder ha fatto osservare che non è evidente che i terreni scoperti della Terra si siano estesi a spese delle sue acque (x). Vi sono state delle fluttuazioni di terre e di mari attraverso i tempi geolo¬ gici conosciuti, ma questi cambiamenti non dimostrano una tendenza generale. Dei deserti hanno esistito in molte parti del mondo sempre sin dai primissimi pe¬ riodi, ovunque le condizioni topografiche e atmosfe¬ riche fossero favorevoli. Egli non è probabile che i nostri attuali deserti siano molto più estesi di quelli del periodo Permiano, durante al quale il più salato dei laghi salati ha ricoperto le località della Germania. La teoria chè ha trovato l’accoglimento migliore sia dei geologi che dai fisici si è che vi sia stata una incessante oscillazione di masse di terreni e di aree di acque. Molte cause sono state proposte per questo, alcune delle quali noi avremo da considerare; la più plausibile di esse sembra esser quella che ha sup¬ posto un progresso, alternantesi con un regresso, degli oceani verso i poli e da questi all’indietro. (i) « Science », 23 Aprile 1909, pag. 659. E. S. Grew 6