Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/117

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L’interno della Terra 95 Calore del primo nucleo. Se tutti i frammenti che hanno composto il nucleo della Terra si fossero messi insieme in una volta sola, la scossa della collisione loro sarebbe stata da tanto da fonderne l’intiera massa. Ma se le collisioni fossero state disseminate sovra un lungo periodo di tempo, e se il calore cagionato dalla caduta verso il centro di un frammento planeti- smario, fosse generato soltanto alla superficie donde esso irradierebbe prontamente nello spazio, allora il nucleo nella sua totalità non potrebbe diventare altissi¬ mamente riscaldato. Vi potrebbe non esservi abba¬ stanza calore interno da far sorgere un’azione vulcanica. Può forse essere presunto giustamente, tuttavia, che nella primitiva storia della Terra questa andasse rac¬ cogliendo delle aggiunte planetismarie abbastanza so¬ venti per mantenerla al calor rosso; e fu solamente più tardi quando i frammenti nel suo percorso eransi diradati all’esterno che la superficie di essa divenne fredda. Supponete, tuttavia, che non vi fossero collisioni sufficienti per tenerla calda, aveva forse la giovine Terra altre sorgenti rifornitrici di calore ? Un ammontare ignoto di calore può essere stato trasmesso ad essa dalla nebulosa progenitrice da cui essa aveva tratte le origini qual nodo nebulare. Questo nodo era pre¬ sumibilmente un aggregato di pesanti molecole del ma¬ teriale nebulare, principalmente le molecole di metalli e di roccie. Noi adottiamo quella supposizione perchè questi elementi potevano diventare liquidi o solidi persino mentre che la temperatura era alta (il che non potevano fare gli elementi più leggeri); ed anche perchè a coteste pesanti molecole più facilmente era dato di aderire assieme. Le condizioni di condensazione di queste molecole