Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/124

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102 Lo sviluppo di un pianeta Sotto di essa vi sarà una zona dove, all’opposto, vi è uno stato di ristringimento. «Tra queste due zone opposte vi deve essere un livello di nessun sforzo dove non vi siano nè compressione nè dilatazione (i) ». Al disopra di questo livello la spinta aumenta verso la superficie; al disotto di esso la tensione aumenta finché il livello, al quale non esiste più cambiamento di temperatura, è raggiunto, ed allora quella cessa. Quando da principio la Terra cominciò a raffreddarsi « il livello di nessun sforzo » dev’essere stato vicino alla superficie e deve essere disceso gradatamente più in basso. Svariati computi furono fatti dello spes¬ sore della crosta esterna, o buccia, dove questi sforzi orizzontali devono aver avuto luogo. Il Rev. Osmund Fisher (2) ha stimata tale profondità a meno di trenta miglia (48 chilom,). Il computo minimo porta lo spes¬ sore di questa corteccia di sforzi ad una profondità compresa tra le 8 e le io miglia (Km. 13 a 16). Solidificazione dal Centro. Consideriamo ora il secondo modo di vedere, il quale immagina che la Terra liquefatta dapprima si solidificasse al suo centro. Quando fu posta in di¬ scussione l’idea di una Terra che si raffreddasse dap¬ prima verso la sua crosta, ben poco era noto circa la (1) Chamberlin and Salisbury, « Geoiogy », Voi. I, pag. 535. (2) « Physics of thè Earth’s Crust» (2* ediz. 1889), pag. 22, 41, 54, 178. Il sig. Fisher pensa che l’evidenza che presentemente abbiamo, indica l’esistenza di una crosta che può avere uno spes¬ sore medio di 25 a 30 miglia : e che al disotto di quella giace un substrato di roccia fusa forse saturata con vapor d’acqua molto al disopra della temperatura critica. Egli considera il sub¬ strato come attraversato da correnti di ebollizione, e quale es¬ sendo non solamente vischioso ma realmente liquido e asportante talvolta per fusione delle porzioni della crosta al disopra di sè.