Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/160

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'38 Lo sviluppo di un pianeta nella metà inferiore del Sud America. Essa è troppo grande nell’Oceano Artico e nel Mediterraneo, che sono entrambi più profondi di quanto essi dovrebbero essere. Vi sono altri esempi in cui l’accordo non è perfettissimo. Ma anche prescindendo dal fatto che il metodo di calcolo ed i dati di elevazione e di de¬ pressione sono piuttosto rozzi, deve essere ricordato che vi sono altre cause, oltre a quelle primarie, che hanno formato i continenti e gli oceani. I periodi di alterazione della forma. Le cause stesse hanno cambiato circa l’ammontare dell’influenza che esse sono state addotte a produrre. La prima causa, come sarà ricordato, era l’instabilità della Terra dovuta al fatto che essa offriva una resi¬ stenza inadeguata alla compressione. Ma la Terra è attualmente più dura. È stato detto da Newcomb che essa sia altrettanto rigida quanto l’acciaio temperato e la sua resistenza adesso è sufficiente per opporsi ad ogni tendenza all’instabilità di gravitazione. Per tal modo la distanza del suo centro di gravità dal suo centro di figura, che fu cagionata da questa instabi¬ lità, deve essere riguardata come una sopravvivenza di uno stato passato in cui la resistenza alla compres¬ sione era minore di quanto adesso essa sia. In secondo luogo, dev’essere ricordato che quando noi siamo andati considerando le più complesse distri¬ buzioni di terre e di mari, noi abbiamo trattato le cause secondarie che derivarono da azioni reciproche tra le cause più semplici primarie. Noi dovremo quindi aspettarci che le ineguaglianze dell’ultima sorta fossero più piccole di quelle cagionate dalle grandi disuguaglianze primarie della sfera. Tuttavia, quando esse sono esaminate ed analizzate, non si rinviene gran differenza tra di esse. Noi siamo dunque spinti alla conclusione che le distribuzioni di terre e di mari