Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/191

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L’atmosfera 167 Come il gatto di Mr. Rudyard Kipling, esso « se ne sta da sè ». Per conseguenza si può supporre che esso sia andato aumentando di volume, raramente cedendo qualcuna delle sue accrezioni per investirle in qualche composto del vicinato, dappoiché cominciò l’atmosfera. L’azoto per tal modo raggiunse la sua presente dominazione. 11 vapore d’acqua crebbe pure non appena che la Terra fu voluminosa abbastanza per poterlo trattenere. Vi sarebbero sempre delle fonti abbondanti di rifornimento di questo vapore nei co¬ stituenti della Terra. L’ossigeno ha una storia più incerta. Esso non è giammai libero, tanto nelle roccie cristalline quanto nei meteoriti. 1 vulcani Io espellono nelle eruzioni loro ; ma per tal ragione non si può dire che esso provenga necessariamente dalle viscere della Terra. Esso può essere stato raccolto dalla lava ascendente nel suo viaggio all’insù, dalla superficie delle roccie, oppure dalle acque che trapassano. Esso esiste nel Sole e quindi esso esisteva probabilmente nella nebu¬ losa progenitrice da cui nacque il Sole con tutti i suoi pianeti e tutti i suoi frammenti planetari. Dai fram¬ menti volanti della nebulosa la Terra può aver rac¬ cattato quello, lentamente, dopo che l’acquisizione di gaz più pesanti era cominciata. Oppure è possibile che i corpi planetismari, quando essi urtavano sulla sviluppantesi massa della Terra, possano aver spri¬ gionato per collisione una forza chimica abbastanza potente, ed abbastanza calore, da far rilasciare l’os¬ sigeno dal vapore acqueo. Quando finalmente ebbe principio la vita vegetale, le piante sarebbero state fonti di ossigeno e lo avrebbero aggiunto gradatamente all’atmosfera. 11 problema dell’atmosfera fu, naturalmente, consi¬ derato dai grandi fisici del passato secolo, i quali come Lord Kelvin, s’ingegnarono di sostenere con fatti