Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/206

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i8a Lo sviluppo di un pianeta cui si sa avere esistito i primi pesci, ma molto dopo che la vita aveva avuto principio. L’evidenza viene allora in appoggio all’opinione del Prof. Macallum che l’attuale liquido del corpo rappresenti l’acqua del¬ l’oceano, a quel tempo in cui la cavità del corpo andava diventando chiusa nel processo di evoluzione — piuttosto che l’ipotesi di Quinton che il liquido del corpo rappresenti l’oceano primissimo. Sonvi moltissime ragioni di credere che l’oceano abbia accumulato costantemente dei sali. Esso ora contiene circa trentacinque parti per mille, ossia pres¬ soché cinque volte l’ammontare di concentrazione che dimostra il liquido del sangue, e che, secondo la nostra ipotesi modificata, era la concentrazione dell’oceano nei giorni Cambriani. Egli è verosimile che la vita abbia cominciato ad una temperatura più alta che ni0 F. (440 C.), e quando vi era affatto pochissimo sale nell’oceano. L’acqua e la temperatura possono allora essere divenute più favorevoli allo sviluppo del protoplasma ed alla vita della cellula. Via via che l’oceano accumulò sodio e calce esso divenne sempre più eccitatore della vita sino al punto in cui esso di¬ venne sovra-eccitante e velenoso. Al di sopra di quel punto non vi sarebbe stata una ragione per le cellule di accumulare della calce; sarebbe stata per loro la miglior delle cose l’accettare negli utili i cambiamenti stimolanti e benefici che andavano succedendo nel mezzo in cui esse vivevano e si movevano ed avevano l’esistenza loro. Ma quando l’oceano, accumulando maggiormente della calce, oltrepassò quel punto a cui trovavansi le migliori condizioni di esistenza per gli animali dai corpi aperti, i più vigorosi tra di loro avrebbero tentato di resistere agli effetti disastrosi delle variazioni in varie guise. Essi si separarono dal¬ l’oceano mediante delle membrane. Essi formaronsi per secrezione un tegumento o guscio più o meno