Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/219

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Gli inizi della vita 195 era possibile ad Huxley di credere che il protoplasma vivente fosse soltanto un’associazione degli elementi in giuste proporzioni — senza interpolazione alcuna di un « principio di vita » — sarebbe ora più facile di credere che la vita consista puramente in una retta coordinazione delle energie e delle sostanze degli ele¬ menti. Ma rimane il fatto che, sebbene più di una ge¬ nerazione sia trascorsa dacché furono scritte le parole di Huxley, le ricerche biologiche non sono maggior¬ mente prossime ad una dimostrazione plausibile delle cause di vita, di quanto lo fossero anticamente. Le conoscenze e la teoria sono ancora vincolate da quel suo inciso, che la vita può solo apparire sotto I’ in¬ fluenza del pre-esistente protoplasma. In altri ter¬ mini, che ove di già non esista vita, non può nuova vita essere evocata. Esperimenti di Loeb. 11 risultato che si approssima un pochettino ad una modificazione di questa proposizione è sorto dagli esperimenti del Prof. Jacques Loeb e di alcuni biologi Russi. Loeb è riuscito ad eccitare le uova di un riccio di mare facendole sviluppare mediante stimolanti chi¬ mici. In un discorso fatto al settimo Congresso Zoo¬ logico Internazionale (Boston, 1907) egli riassunse i vari metodi mediante i quali le larve furono prodotte da uova non fecondate di ricci di mare. Il metodo consisteva in parte nel variare la densità dell’acqua di mare in cui le uova esistevano, in parte nel for¬ nire all’acqua un nuovo acido grasso. Le conclusioni di Loeb, stabilite largamente, seno che questi metodi artificiali imitano l’azione che ordinariamente la cellula di sperma fecondatore compie, quando si congiunge colla cellula dell'uovo. Egli considera quest’azione come quella di un semplice metter in moto le attività chi¬ miche del nucleo della cellula dell’uovo e di guidarle