Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/22

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ó Lo sviluppo di un pianeta suggerissero tale idea a Laplace, il quale inoltre argo¬ mentò che la massa madre, con parte del suo indocile schiacciamento allora rimosso, avrebbe riassunto la forma più arrotondata che generalmente essa possedeva. Il primo processo sarebbesi, tuttavia, ripetuto nel corso dei tempi, ed un altro anello equatoriale sareb¬ besi prodotto per espansione. In questa guisa la ne¬ bulosa primaria sarebbesi suddivisa in un certo numero di anelli circondanti la condensazione centrale. Cia¬ scun anello gradualmente restringevasi in un qualche nucleo che accadeva esistere nel suo perimetro e allora formava una nebulosa subordinata aggirantesi attorno alla nebulosa madre, molto ridotta e concentrata. La nebulosa madre gradatamente raffreddavasi sino all’ incandescenza. Le nebulose figlie fecero similmente, creando per loro stesse, mediante una ripetizione del processo dell’anello, dei satelliti concomitanti. L’in¬ tiero procedimento, come osserva Sir G. H. Darwin (i) forma un quadro maestoso della storia del sistema solare. La sua concezione è plausibile, ma esso tuttavia vien meno quando è sottoposto ad un esame parti¬ colareggiato: ed un solo esempio basterà ad illustrare questo. Se anche un anello di materia roteante con¬ centrasi sotto l’influenza dell’attrazione mutua delle sue particelle, esso può soltanto comportarsi in tal modo attorno al centro di gravità dell’anello intiero. Evi¬ dentemente se l’anello è approssimativamente uniforme questo centro dev’essere in qualche luogo nella vici¬ nanza della nebulosa madre. Per conseguenza il solo avvenire di una nebulosa anulare concomitante e con- centrantesi sembrerebbe di essere quello di ricadere nella nebulosa primitiva, e di esserne riassorbita (2). (1) Discorso presidenziale all’Associazione Britannica nel Sud Africa (1905). (2} Ulteriori obbiezioni matematiche a questa teoria sono state