Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/286

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2Ó2 Lo sviluppo di un pianeta l’addio al calore cosi rapidamente come se andasse perdendo la sua temperatura. Un risultato singolare ne seguirebbe. La buccia esterna delle 800 miglia dovrebbe tentare di adattarsi al nocciolo contraentesi, mentre essa andava di per sè stessa estendendosi, a cagione dell’influsso di calore. Quest’ipotesi ci con¬ duce alla supposizione che vi sia un flusso di roccia liquida, partente dalle interne profondità, verso l’e¬ sterno, e che sia pur sempre possibile che: la contra¬ zione possa avere origine principalmente nelle zone le più profonde (1). Tali sono le ipotesi. Tuttavia dacché gli scavi i più profondi sulla superficie del mondo sono meno di un miglio e mezzo, e le massime temperature sotterranee, a queste insignificanti profondità, dimostrano varia¬ zioni che non si possono adattare ad una qualche for- mola, quelle rimangono ipotesi che non sono per nessun modo eterne. Esse sono peraltro utili per un solo punto. Esse sembrano dimostrare che la contra¬ zione non è sufficiente per spiegare tutte le defor¬ mazioni 0 corrugamenti della superficie (2). Egli è possibile che qualcheduna delle deformazioni possa provenire da effetti del riscaldamento che implicano un transferimento di calore senza contrazione di una buccia interna. Oppure ancora vi possono essere stati dei riassestamenti di materia nella crosta più esterna. Per quanto più è possibile esaminare la crosta della Terra trovasi che essa è intensamente eterogenea nella sua struttura. Forse essa continua ad essere eterogenea sotto alle profondità da dieci a cinquanta miglia. Ma la materia sotto a grandi pressioni tende a raccogliersi (1) « Geology and Earth History », Chamberlin and Salisbury, Voi. I, pag. 541. (2) Secondo Rudski un abbassamento di 8« C. nella tempera¬ tura del pianeta in un milione di anni porterebbe soltanto una contrazione di circa un paio di yardi (m. 1,82).