Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/298

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274 Lo sviluppo di un pianeta modo come la lava della superficie. Invece di essere una massa di pomice porosa, sbriciolata ed arsa, o di vetri vulcanici con delle masse di cristalli liberi — si è trovato che essa era composta di roccie cristalline che devono la loro struttura cristallina alla solidifica¬ zione che è stata effettuata lentamente e sotto pres¬ sione. Se la denudazione procede si può allora manifestare un pilastro, o due pilastri, di roccia cristallina. Poscia subito delle roccie attraversate da vene di roccie erut¬ tive. Finalmente, in luogo delle montagne originali o dei coni vulcanici si trovano intercalati tra le stra¬ tificazioni della fondazione dei blocchi estesi di ma¬ teriale che a prima vista ha nulla di comune con i vulcani della superficie, sia rispetto alle dimensioni loro, e loro forme, sia in rispetto alla loro struttura rocciosa. Queste roccie sono denominate batoliti : e dal fatto che quanto più noi andiamo nella profondità, tanto più essi sono grandi, noi concludiamo che queste masse non riposano su qualche fondazione di roccie di sedimento, ma continuano all’ingiù sino a profon¬ dità sconosciute. Le roccie delle quali sono precipua¬ mente costituiti i batoliti sono : graniti, dioriti e sie- niti. Il loro apparire trammezzo alle più primitive delle roccie di sedimento ha dato origine alla teoria tra i geologi del secolo passato, che quelle fossero le fon¬ dazioni della roccia la più primitiva della crosta del pianeta ; ed esse furon dette roccie Plutoniche per di¬ stinguerle da quelle roccie più recentemente eruttate. Leopoldo van Buch e la di lui scuola trae da esse la conclusione che le catene di montagne fossero origi¬ nalmente cagionate dai sorgere all’insù di queste roccie dalle profondità. Un esame più accurato di ciò che può essere denominata architettura delle montagne ha, tuttavia, convinto la maggioranza dei geologi che le montagne sono state sollevate non già da una forza