Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/342

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318 Lo sviluppo di un pianeta Persistenza di condizioni. Secondo quest’affermazione di principii: I bacini degli Oceani sono cavità permanenti nella superficie della Terra, ed hanno occupate le loro po¬ sizioni presenti almeno da quel tempo in cui il pia¬ neta acquistò dapprima le caratteristiche geografiche. Tuttavia vi sono stati dei cambiamenti notevoli nelle aree loro e nelle posizioni dei loro margini, dovuti all’usurpazione degli oceani sulle aree continentali (i). Sulla superficie degli oceani permanenti le correnti principali ed il sistema di circolazione hanno pure persistito sin dai primissimi tempi, e sono simili alle correnti che ora seguono i venti alisei. L’attuale cir¬ colazione profonda degli oceani, che scorre verso il polo più vicino alla superficie, e verso l’Equatore più profonda, è dovuta alla refrigerazione eccezionale al polo. I grandi movimenti della crosta della Terra sono stati periodici. Da questo punto di vista la storia della Terra si risolve in cicli, e ciascun ciclo in due periodi uno di inattività e l’altro di attività. I periodi di inat¬ tività sono stati lunghi, e durante la più gran parte del decorso di alcuno fra simili periodi la condizione di inattività è stata comune all’intiera superficie del globo. Ma i periodi di attività della crosta sono stati relativamente corti e non hanno avuto luogo contem¬ poraneamente su tutta la superficie del globo. I bacini del grande oceano (per esempio) formano (i) Dev’esser avvertito che Suess nella sua « Face of thè Earth » pare non accettare questa proposizione. Egli dice : « Gli alti piedestalli sui quali poggiano i nostri continenti possono essere antichissimi: essi possono persino datare del periodo Mesozoico, ma per il periodo Paleozoico sarebbe impossibile di mantenere la teoria di continenti generalmente persistenti ». Ulteriori ragguagli saranno trovati nel Capitolo XVI.