Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/353

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L’influenza della vita 329 Genealogie organiche ed inorganiche. Se una geneaologia ideale, tanto delle roccie quanto dello sviluppo della vita, fosse manifesta alla nostra osservazione, noi troveremmo nelle più primitive roccie le più semplici forme di vita. Ma, mentre l’osserva¬ zione crescente sospinge la scoperta delle forme più primitive di vita sempre più oltre all’indietro nella storia geologica, quella relazione ideale è lungi dal¬ l’essere conservata, e noi possiamo soltanto dire che il carattere del nudo protoplasma, tale come esso deve aver formato le primissime viventi cose, era allora, come adesso, di una natura non suscettibile di con¬ servazione. La supposizione dall’esistenza loro può essere giu¬ stificata, poiché quando i fossili fanno la loro appa¬ rizione, essi sono le reliquie di una vita che aveva di già compiuto un’avanzata considerevole nell’orga¬ nizzazione. Ed ancora : sebbene le forme delle piante debbano essere state necessarie per il sostegno di alcune fórme animali, le memorie delle piante ven¬ gono le ultime dopo i ricordi degli animali, e sono per numero di esemplari molto inferiori a questi ultimi. Ciò è in parte dovuto alla natura delicata dei primi¬ tivi tipi di vegetazione, ed al fatto che la vegetazione si è sviluppata massimamente sulle terre — che sono meno capaci di preservare le reliquie di quella, di quanto lo farebbero i sedimenti marini, dove le forme animali quasi sin dall’inizio, sono state abbondante¬ mente conservate. E fu soltanto sotto condizioni ecce¬ zionalmente favorevoli che le più antiche terre con¬ servarono il ricordo della loro vita anteriore. Le più antiche forme di vita. Cionondimeno, tutti i grandi gruppi di piante, le Tallofiti, che includono le alghe e i funghi ed i licheni :